Da Milano parte la rivoluzione del pasto veloce di Squisini: morbidi impasti farciti con prodotti freschi e bio della tradizione regionale, salati o dolci

La rivoluzione in una bolla bio ripiena delle cose buone dall’Italia. Si chiama Squisini la novità del pasto veloce di qualità made in Milano. Aperitivo, il pranzo da condividere in ufficio, festa a sorpresa, show room: ogni occasione è buona per addentare dei morbidi pan brioche farciti con gustose specialità regionali, specie se si ha poco tempo o si desidera qualcosa di stuzzicante. ma salutare.

Un prodotto semplice, ma ricercato nello stesso tempo

Squisini è il progetto che vuole valorizzare tutte le diversità e le eccellenze della cultura gastronomica italiana in modo semplice e genuino. L’idea è nata un anno fa grazie a un team di professionisti del gusto. E si è tradotta in un laboratorio, aperto a Milano, che sforna golosità per uffici, catering e bar. Il prodotto è un impasto morbido realizzato a mano, cotto al forno e ripieno con fantasia, ispirato alle tradizioni gastronomiche regionali italiane. Ma attenzione: non chiamatelo street food, vuole essere altro. E il carattere distintivo si capisce dagli ingredienti: prodotti certificati bio, italiani e freschi, farina semintegrale da grano italiano di tipo 2 macinata a pietra, lunga lievitazione fino a venti ore. L’offerta è sia salata sia dolce. La versione calabrese della bolla è, per esempio, fatta con broccoli, salsiccia e peperoncino; quella dell’Alto Adige con speck e asiago, la variante ligure è con pesto, fagiolini e patate, l’emiliana con ragù e besciamella. Quindici proposte, al momento, tra cui anche vegetariane e vegane, come l’ortolana con ripieno di verdure di stagione o lo strudel con mela, uvetta, noci e cannella.

Il packaging per il take away è assolutamente accattivante: una lunga striscia di cartone dove ci stanno da tre a sei bolle. I vantaggi sono diversi. Estrema pulizia e praticità: tutto è racchiuso nel pan brioche. Gusto e digeribilità: i prodotti sono leggerissimi e uno tira l’altro. Il costo è modico: la bolla salata costa tre euro, prendendone tre si paga 7,50 euro e il menù degustazione (quattro bolle salate e una dolce) è a 9.50 euro.

«Siamo tre soci – spiega Fabrizio Origoni, 54 anni, origini campane – siamo partiti nel luglio 2015, per ora abbiamo un laboratorio in un cortile, ma l’intenzione è avere presto un punto vendita a Milano che faccia anche somministrazione. Al momento facciamo catering, forniamo uffici, qualche bar. Le ricette le cambiamo ogni quattro mesi. Questa estate riproporremo la parmigiana di melanzana per la Campania, inseriremo per la Sicilia la caponata e vogliamo introdurre anche il pesce, tipo il baccalà alla vicentina. L’intenzione è arrivare a coprire tutte le regioni, magari abbinandole in futuro anche al vino del territorio. Per ora abbiamo birra Poretti e bibite solo italiane. Niente Coca Cola. Usiamo prodotti tutti di qualità: olio extravergine d’oliva bio, e le farcie sono fatte in casa con prodotti freschi (in cucina lavorano cinque persone – ndr)».

«L’idea – sottolinea Origoni – è partita cercando un “contenitore” ai piatti della tradizione. E ci siamo fatti ispirare dall’infanzia, dai panini morbidi riempiti un tempo con il prosciutto: da lì è nata la bolla, una sorta di pan brioche dolce. Ma che si distingue dallo street food in circolazione. È chiusa a mano, lievita fino a 20 ore. Dunque ha il pregio della leggerezza ed è molto digeribile, non rimane sullo stomaco. L’impasto, poi, pesa quanto la farcia: complessivamente sono 65 grammi. In cinque minuti fai un pasto light che ti dà gusto e salute. Il primo catering – racconta – lo abbiamo fatto in una galleria d’arte: l’artista faceva solo tele bianche. È rimasto molto soddisfatto per l’estrema pulizia del cibo: è tutto compatto, tutto racchiuso. Noi non usiamo neanche il fritto. La gente – aggiunge – non ha tempo di cucinare. Noi proponiamo un percorso sensoriale, un tour culinario di diverse pietanze: impossibile degustare così tanti piatti regionali, con la bolla lo può fare e rimani leggero. Miglioriamo la vita alle persone. In futuro ci piacerebbe proporre questo format all’estero. Magari a Zurigo, posto con alto reddito pro capite, sarebbe perfetto».