WASP e Olfattiva avviano Itaca sulle colline di Imola, un ecosistema a zero emissioni: 50.000 piante aromatiche e bioedilizia in calce
In un’epoca sempre più verde, quello che mangeremo oggi è, di già, tante volte più ecosostenibile rispetto a un giorno fa. Ha allungato il passo la sostenibilità in fatto di cibo ed è l’italiana Itaca per ora a tenere il timone verso il ritorno a un modo di vivere più amico dell’ambiente. Il recente progetto di WASP, azienda di stampa 3D, coltiva e produce in maniera del tutto indipendente cibo, acqua, energia, mentre confronta due o tre crisi globali.
Quando la moda green diventa uno stile di vita, autosufficiente e a impatto zero
WASP ha concluso i lavori sul progetto Itaca, una fattoria autosufficiente a zero emissioni e che guarda dall’alto la Pianura Padana. Itaca non è l’isola di Ulisse, ma una micro-economia circolare sui colli di Imola. La superficie di 164,9 metri quadri – ispirata alla geometria di un Mandala – è pronta a ospitare orti automatizzati e sistemi di raccolta dell’acqua piovana, e a essere laboratorio per lo sviluppo di idee sulla rigenerazione ambientale e la bioedilizia. Così la “cittadella” emilio-romagnola vorrebbe trasformare la semplice moda del “verde” in uno stile di vita strutturato a 360 gradi, autosufficiente e durevole.
«Crediamo che Itaca rappresenti un percorso verso l’autosufficienza alimentare, idrica, energetica ed economica, una proposta di soluzione alla crisi sociale, energetica e climatica e ai bisogni dell’umanità», commenta Massimo Moretti, fondatore di WASP.
Per l’azienda, sulla Terra, è sufficiente uno spazio di 33 metri di diametro per rendere indipendenti 4 persone: da qui, nasce Itaca, che vuole essere più di un edificio, un laboratorio e una soluzione alle crisi mondiali.

L’innovativa stampa 3D è dalla parte dell’ambiente
La fortezza ecosostenibile di Itaca deve tutto al modo in cui è stata costruita. L’innovativo edificio in calce priva di cemento si regge su quattro pareti costruite attraverso la stampa 3D che riducono le emissioni di carbonio, scegliendo di non utilizzare il cemento tradizionale. Le mura di Itaca sono il fiore all’occhiello del recente progetto di WASP, ventilate per regolare la temperatura interna dell’edificio, integrate da riscaldamento, cablaggio elettrico e isolamento incorporati per ridurre il fabbisogno energetico, dando vita così a una casa passiva.
I materiali integrati alle mura, combinati con lolla di riso – proveniente da scarti della filiera agroalimentare e polvere di calce naturale – e isolanti naturali, hanno lo scopo di fornire buone prestazioni termiche, traspirabilità e una riduzione dell’impatto ambientale, dice l’azienda, fino a raggiungere un bilancio di emissioni di CO₂ negativo.
Sul terreno esterno della fattoria sono stati realizzati due bacini di raccolta dell’acqua piovana per favorire il recupero idrico, controllare l’erosione del suolo e supportare le coltivazioni. Ma troveranno posto, nei progetti dei suoi creatori, anche veri e propri laboratori, centri di ricerca e sviluppo per esperti internazionali della stampa 3D architettonica.

Shamballa, luogo di pace e di orti officinali
Itaca non è il solo figlio di Shamballa, il laboratorio a cielo aperto recentemente inaugurato da WASP e Olfattiva sulle colline romagnole.
Il luogo mitico della filosofia buddhista, Shamballa, ospiterà, oltre a Itaca, anche la produzione agricola e l’orto botanico officinale di Olfattiva, e il laboratorio di stampa 3D architettonica di WASP.
Per Olfattiva, azienda artigiana di prodotti di aromaterapia e profumeria botanica a base di oli essenziali, il progetto del proprio orto botanico officinale nasce con l’obiettivo di valorizzare le risorse naturali locali attraverso un approccio biodinamico. Realizzato tramite un’operazione di riforestazione e agroforestazione, conserva oltre 500 alberi da frutto di antiche varietà locali e 50.000 piante aromatiche officinali in un’area di otto ettari. L’attività è finalizzata all’estrazione di oli essenziali e alla sperimentazione di colture volte a promuovere la biodiversità e la riforestazione dell’area.
Nell’orto, sono previste anche tante attività per i locali, oltre a quelle di ricerca sulle materie prime vegetali e sui profumi naturali: laboratori sensoriali, percorsi olfattivi immersivi e workshop educativi dedicati a piante, profumi e sostenibilità.
Il progetto dell’orto botanico vuole coniugare ricerca, educazione e sostenibilità, fornendo uno spazio di condivisione e incontro all’interno di un ecosistema dedicato, mentre valorizza la biodiversità.
