Slow Food, Arcoiris, Eataly e Università di Palermo insieme per il progetto Seminiamo la biodiversità, con l’obiettivo di far riscoprire piante tradizionali

Biodiversità è una parola bellissima, contiene la vita e racchiude un intero universo fatto da molteplici specie di animali e vegetali. Compreso l’uomo. Ma è l’uomo che ora sta mettendo a rischio la biodiversità nel mondo attraverso le sue azioni sulla natura, in forma diretta e indiretta. Un esempio? I semi. Oggi, nella Ue, si arriva a punte del 95 per cento di semi in mano a cinque multinazionali e questo non è un bene, almeno secondo Slow Food, Università degli Studi di Palermo, Arcoiris ed Eataly che hanno lanciato un progetto per difendere la biodiversità, a partire proprio dai semi.

Bisogna riscoprire il passato per creare un nuovo futuro

Seminiamo la biodiversità, così l’hanno chiamato, ha l’ambizioso obiettivo si riportare un auge una serie di varietà tradizionali e non ibridi commerciali. Da Eataly non saranno venduti solo i semi, ma anche le piante, i prodotti finiti. Al momento si possono trovare, in un apposito corner, circa 40 varietà di semi e piante orticole selezionate da Arcoiris, ma il lavoro di recupero, analisi e registrazione è in continua evoluzione.

Per meglio spiegare questo progetto Slow Food ed Eataly hanno creato un manifesto sui semi, che sintetizza il pensiero che c’è alle spalle di tutto. È un’idea che parte dal passato per svilupparsi nel futuro. Perché questa attività di recupero di varietà tradizionali, oggi messe ai margini dalle coltivazioni intensive, finalizzate al massimo profitto, è un’opera di salvaguardia della storia della agricoltura italiana e un lascito per le nuove generazione che non dovranno trovarsi senza una scelta, obbligati a consumare solo quello che i grandi attori del mercato decido di piantare.

Seminiamo la biodiversità vuole aiutare le piccole aziende e i contadini a registrare nei cataloghi pubblici alcune varietà a rischio estinzione e vuole anche coinvolgere anche il grande pubblico, e specialmente i più piccoli, i consumatori di domani, facendogliele conoscere e apprezzare. Eataly in questo svolgerà un ruolo fondamentale, proponendo ogni mese piatti realizzati con una di queste varietà riscoperte e organizzando incontri ludico formativi per i più giovani, così da far partire un processo educativo.

Alcuni numeri possono aiutare a capire il problema dei semi. Come detto poche aziende concentrano su di essere tutto il mercato delle semenze. Il 75 per cento di quello del mais è comandato da Pioneer, Kws, Bayer-Monsanto, Vilmorin e Syngenta, così come l’86 per cento di quello della barbabietola da zucchero, sino ad arrivare al 95 per cento per il mondo degli ortaggi. Una forte concentrazione in mano a pochi soggetti che possono a questo punto dettare legge. Modificando in modo profondo delle abitudini storiche, che i contadini di tutto il mondo hanno portato avanti e portano avanti tutt’ora: la produzione e la selezione di sementi, e il libero scambio per esse.

Secondo la Fao il 75 per cento delle verità vegetali è ormai perso per sempre. Delle 800mila specie commestibili oggi se ne coltivano circa 150 e solo otto sono commercializzate in tutto il mondo. Numeri che disegnano un quadro che viene dipinto con sempre meno colori, nonostante la tavolozza ne abbia ancora molti a disposizione. Tutti gli attori di questo progetto stanno cercando di far utilizzare nuovi colori, per rendere diverse le tavole degli italiani e non solo.