L’azienda Selvapiana in Chianti Rufina, nel cuore della Toscana, ha origini antiche, nasce nel Medioevo, e oggi è nota per i sui Chianti che sfidano il tempo grazie alle caratteristiche uniche di questo territorio

Selvapiana è un’azienda del Chianti Rufina, zona di produzione vitivinicola situata a nord-est di Firenze, in prossimità delle pendici appenniniche. Individuata come specifica area per piantare le viti e produrre vino nel 1716 dal Granduca di Toscana Cosimo III de’Medici, oggi rappresenta la più piccola denominazione del Chianti con circa 750 ettari di vigneto. Nota illustre dei vini Chianti Rufina è la loro singolare longevità supportata dal microclima fresco e dal terreno calcareo argilloso e confermata da sorprendenti annate Selvapiana ’81 ’85 ’90 ’91 ’96. Questa ostinata resistenza al passare del tempo pone sotto i riflettori il grande potenziale di questo territorio e il fascino che emana: un senso del non-svelato, ancora da scoprire. La peculiarità di questa zona è tale che negli anni ‘70 Luigi Veronelli lanciò la provocazione di abbandonare la denominazione Chianti per crearne una separata e unica “Rufina”, mai stata raccolta. Inoltre, fondò il consorzio V.i.d.e. (Viticoltori italiani d’eccelenza) cui Selvapiana aderì.

Il Chianti qui vive a lungo, si possono trovare bottiglie del secolo scorso con aromi e profumi integri e tutti da scoprire

Quella di Selvapiana è una realtà importante nella zona Chianti Rufina. La storica struttura dell’azienda a Villa rinascimentale, solida e maestosa, cinta da vigne su tutti i lati, si presenta come un austero gigante che, lungo il corso del fiume Sieve, ammonisce quanti si dirigono verso il Mugello che ora si trovano in terra di vini, quella appunto del Chianti Rufina. La sua fondazione risale al Medioevo; fu poi popolata dalla nobiltà fiorentina e da vescovi di Firenze che nella stagione estiva vi si ritiravano per godere delle sue brezze. Sino a che Selvapiana fu acquistata nel 1826 dal banchiere Michele Giuntini, avo dell’attuale proprietario Francesco Giuntini, paladino del Chianti Rufina. Dal 1957, anno in cui assunse la condotta dell’azienda, Francesco si è appassionatamente dedicato a Selvapiana con orgoglio, saggezza e una lungimiranza che ha dato i suoi frutti nei vini pregiati che produce l’azienda. Le prime grandi soddisfazioni giunsero nel 1990, anno di svolta per l’azienda, il cui Chianti Rufina si classificò tra i primi 10 vini nel Wine Spectator e da allora ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

Oggi il direttore di Selvapiana è Federico, figlio adottivo di Francesco e che da esso ha ereditato l’amore per la sua terra e il suo vino. Federico, ha ampliato l’azienda che conta 58 ettari di vigneto, 36 a oliveto e 140 a bosco per un totale circa di 250 ettari. Inoltre, Federico nel 2005 ha inaugurato la “cantina nuova” che con cura e naturalezza è adibita alla fermentazione e macerazione delle uve.

L’affinamento in legno avviene in parte nella nuova barriccaia e in parte nella “cantina vecchia” situata nei locali interrati sotto la Villa. Qui il profumo è penetrante e il tempo passato sembra essersi adagiato tra le bottiglie Selvapiana ordinatamente impilate e ricoperte da un vago alone di polvere che rende magico l’ambiente. Qui si trovano veri tesori: bottiglie datate a partire dal 1948 che, tra grandi orci di terracotta e i locali tortuosi della cantina, conservano in sé la storia e il valore di questo vino.

L’ideale difeso da Selvapiana, più che essere un nome o un marchio, è quello del vigneto. Francesco è stato tra i primi in Toscana a produrre vino da solo uve Sangiovese e a legare il vino bandiera dell’azienda ad uno specifico singolo vigneto: Bucerchiale. Nel 1979 ha prodotto la prima annata di Chianti Rufina Riserva Vigneto Bucerchiale e questo nome dall’eco rinascimentale, quasi cavalleresco, ha gran fama ed è il vessillo dell’azienda. Degustare Bucerchiale, sangiovese in purezza dal 1979, è soffermarsi su tannini setosi, su profumi suadenti di violetta che ritorna, su grande equilibrio. Le annate si distinguono per aromi e freschezza, ma la rotondità al palato, la fragranza e la decisa armonia sono la costante di fondo. Molto interessante anche il vino Igt Fornace frutto di un blend intrigante di Cabernet Sauvignon Merlot e Cabernet Franc. La zona Chianti Rufina si presta particolarmente bene a essere dimora del Cabernet che qui, grazie alla freschezza microclimatica, trova massima espressione.

La longevità dei vini Selvapiana è la storia del nostro tempo e della sua terra: prende la rincorsa dal passato ma è destinata al futuro.