Dal 13 al 15 febbraio arriva a Milano Salon du Chocolat, la kermesse mondiale legata al cioccolato. Cinquanta espositori, degustazioni ed eventi

Da più di vent’anni colleziona successi in tutto il mondo. E ora arriva finalmente a Milano. Il Salon du Chocolat, il più grande evento mondiale dedicato al «cibo degli dei» (raggiunge trenta città su quattro continenti, da Londra a New York), nato a Parigi nel 1994, si appresta ad attrarre migliaia di fan nella prima edizione meneghina. L’appuntamento è dal 13 al 15 febbraio 2016 al «The Mall» di Porta Nuova Varesine, in zona Garibaldi, per tre giorni di degustazioni, eventi, esposizioni e fantasiose declinazioni. La più attesa è la sfilata con dodici abiti di cioccolato. Una «follia» che nasce dalla collaborazione tra il talento creativo di giovani stilisti del biennio in Fashion and Textile Design del Naba di Milano (Nuova Accademia delle Belle Arti) e il supporto tecnico di dieci Maitres Chocolatier dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, tra cui Davide Comaschi, vincitore del World Chocolate Masters di Parigi 2013. L’evento s’inserisce nella tematica cioccolato e fashion, una delle cinque aree della kermesse.

Il cibo degli dei è l'assoluto protagonista della pasticceria

Il tema della sensorialità, altro cluster, vedrà invece ingolosire gli ospiti con degustazioni sensoriali legate ai migliori abbinamenti del cioccolato, grazie alla collaborazione con la Compagnia del Cioccolato, presieduta da Gilberto Mora, e l’Istituto Internazionale Chocolier guidato da Luigi Odello. Da non perdere il seminario proposto da Gobino e Domori con l’Istituto Internazionale Chocolier che introduce alla conoscenza sensoriale del cioccolato in modo innovativo. Un percorso sulla qualità pregiata Criollo è, invece, l’appuntamento con Gianluca Franzoni di Domori. Tra gli eventi «must», il Premio Tavoletta d’oro 2016, con l’Oscar del cioccolato italiano secondo la Compagnia del Cioccolato. La sensorialità sarà inoltre stimolata dagli accoppiamenti vini, spiriti, caffè presso il Sensory Bar dove si potrà gustare anche il cocktail ufficiale Salon du Chocolat 2016 firmato da Filippo Sisti di Carlo e Camilla in Segheria–Milano.

Con ChocoShow si vuole invece raccontare il tema legato alle esibizioni e masterclass dei grandi maîtres chocolatier italiani, internazionali. Un ruolo decisivo l’avranno sia i maestri dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, capitanati da Iginio Massari e Gino Fabbri, sia altri noti pastry chef italiani e internazionali che si esibiranno in sorprendenti showcooking a base di cioccolato (al termine delle quali sarà possibile degustare le delizie preparate). Tra i più attesi, quelli di Davide Comaschi, Luca Montersino (che proporrà una Sacher light) e Rossano Boscolo con i suoi assistenti del campus Etoile di Tuscania. Tra i più curiosi, gli accostamenti salati, come quelli scelti da Andrea Provenzani e Lorenzo Lavezzari. Quest’ultimo proporrà una scaloppa di foie gras coulis di cassis e pan brioche alle fave di cacao; cioccolatini al wasabi fresco e gelatina di pere Nashi.

Infine il capitolo ChocoFamily, con giochi e attività per bambini e ChocoShopping, la grande area dedicata allo shopping del cioccolato, con il meglio della produzione nazionale e internazionale.

Il Salon du Chocolat accoglierà una cinquantina di espositori provenienti da ogni parte del mondo, Francia, Belgio, Inghilterra, Germania, Ecuador. Per l’Italia, tra i tanti, spiccano i nomi di Gobino, Compagnia del Cioccolato, Domori, Eraclea, Lindt, Martesana Milano, Venchi. Tra le star, Carlo Cracco (che presenterà il suo nuovo libro), Iginio Massari, Davide Comaschi, Luca Montersino, Paolo Sacchetti.

Sarà interessante capire anche dove va oggi il gusto. Molti ritengono che le spezie, dalle fave di tonka al pepe, alla curcuma, saranno sempre più protagoniste nel matrimonio con il cioccolato fino a sperimentazione più ardite con lavanda, foglie di tabacco, zafferano, aloe, tè nero, petali di rosa.

«Nella scelta vince ancora il cioccolato al latte, ma il fondente ha recuperato ampi spazi. È cresciuto, in particolare, quello ad alto contenuto di cacao, fino al 70 per cento, cosa impensabile fino dieci, quindici anni fa» ha dichiarato Angelo Agostoni, presidente di Icam, primo produttore al mondo di cioccolato biologico. I dati dicono che ogni italiano consuma in media 4 chilogrammi di cioccolato all’anno, domina quello al latte ma il fondente è in forte ascesa (40 per cento). Il mercato nazionale vale 3 miliardi di dollari con le esportazioni in aumento per un valore complessivo di 665 milioni di euro (l’Italia è prima nel mercato cinese).

Da qui al 2020 l’Icco prevede però un deficit di 100mila tonnellate di cacao. L’ «oro nero» è sempre più ricercato. Viene coltivato in 45 diversi Paesi: il 65-70 per cento proviene dall’Africa, il 17 per cento dal Sud-Est Asiatico, il 12-13 per cento dall’America Centrale. Il maggior produttore è la Costa d’Avorio con 1,7 milioni di tonnellate su 4 milioni totali, seguito dal Ghana, poco sotto il milione (entrambi hanno quasi il 70 per cento della quota globale). Molto distanziati gli altri Paesi, tra cui Indonesia, Ecuador, Camerun. Ma le qualità pregiate di cioccolato non sono africane: sono latino-americane e complessivamente non superano le 300mila tonnellate. Non per nulla qui si trovano quasi tutte le tipologie biologiche. Prodotti ancora di nicchia, che valgono l’1 per cento del mercato globale, con Repubblica Dominicana e Perù in posizioni dominanti (producono 30mila delle 40mila tonnellate bio totali).