Archiviata l’edizione 2017, con 34mila visitatori, gli organizzatori stanno preparando il Salon du Chocolat 2018 che si terrà dall’8 all’11 febbraio

L’estate è il periodo peggiore per il cioccolato, troppo caldo, ma c’è chi sta già lavorando per preparare una stagione fredda all’insegna del cibo degli dei. Stiamo parlando degli organizzatori del Salon du Chocolat Milano che giocano d’anticipo e preparano il tris per il prossimo 8-11 febbraio 2018. Dopo il successo dell’edizione di quest’anno si stanno preparando per un evento ancora più ricco, un lungo fine settimana dove gli amanti del cioccolato potranno incontrare produttori, mastri cioccolatieri e tutti i professionisti del settore.

Nel 2017 Salon du Chocolat ha raddoppiato gli espositori e raggiunto i 34mila visitatori

I profumi e i sapori dell'edizione 2017, tenutasi solo quattro mesi fa, sono ancora nell'aria, ma gli organizzatori di uno dei maggiori e più importante eventi per cioccolatieri, pasticceri e tutti coloro che questo prezioso seme che i Maya chiamavano “nettare degli Dei”, hanno già messo le carte in tavola, presentando le linee guida di quella che sarà l'edizione 2018. «La terza di Salon du Chocolat Milano, la seconda negli spazi di Mico-Milano Congressi», ha detto Roberto Silva Coronel, ideatore e ispiratore della manifestazione. La presentazione è avvenuta nel Centro Congressi di Eataly Milano, “nostro partner importante, perché – ha voluto sottolineare Silva Coronel – condividiamo la stessa ricerca per la qualità ed il made in Italy”.

«L’evento milanese è quello, tra i diversi appuntamenti del Salon du Chocolat nel mondo, che detiene un'esclusiva importante: arriva a ridosso di S.Valentino, la data di maggior importanza, per chi produce e vende cioccolato di qualità, insieme a Natale e Pasqua». Della dozzina di appuntamenti in giro per il mondo, da Londra, prima tappa del tour 2017-18, a Parigi, a Mosca, a Beirut, per arrivare ai Salon du Chocolat giapponesi, solo Milano può vantare la connessione diretta con la celebre festa degli innamorati, quella in cui il cioccolato – è il caso di dirlo – scorre a fiumi.

Non è solo il calendario a mettere in evidenza l'appuntamento sotto la Madonnina. A farlo, sono anche i numeri che lo riguardano, e i numeri, si sa, difficilmente mentono.

«L’edizione 2017 ha visto il raddoppio degli espositori, passati dai 40 della prima edizione agli 80 dello scorso febbraio. Anche i visitatori sono aumentati esponenzialmente, arrivando a toccare la cifra di ben 34mila ingressi».

Già questi numeri sono indicativi di un successo, ma eventi come questo si fanno per far conoscere un prodotto, il suo mercato, per stimolarne la crescita e non c'è dubbio che il Salon du Chocolat lo stia facendo. L’obiettivo è proprio quello di comunicare il mondo del cioccolato di qualità nel nostro Paese. E i visitatori della manifestazione crescono e apprezzano sempre di più questo tipo di kermesse.

«Rispetto alla prima edizione è notevolmente aumentato il tempo di permanenza medio all'interno degli spazi del Salon du Chocolat», dice sempre Roberto Silva Coronel. Tre visitatori su quattro, infatti, hanno passato almeno due ore negli 8400 metri quadri che Mico ha messo a disposizione, passando per gli stand, partecipando ai numerosi eventi ed incontri, alle degustazioni, e soprattutto acquistando i prodotti che gli espositori avevano messo in vetrina. Oltre la metà (57 per cento) ha speso più di 20 euro, mentre la spesa media ha superato i 15 euro a visitatore. Segno questo che i prodotti presenti erano di qualità e invogliavano all’acquisto.

Archiviata con soddisfazione l’edizione 2017, ora i riflettori sono tutti puntati sulla nuova edizione. Gli organizzatori non hanno intenzione di sedersi sugli allori, anzi, stanno preparando delle golose, non potrebbero essere altrimenti, novità. Inoltre, gli spazi messi a disposizione da Mico saranno ridisegnati «per assicurare maggiore percorribilità ai visitatori e una migliore esposizione a tutti gli stand». Anche il calendario degli eventi si arricchira di nuove proposte. Gli organizzatori vogliono dare vita a una versione “sartoriale” in grado di adattarsi nel modo migliore alle esigenze dei consumatori e anche dei professionisti del settore.