A Milano si trova il Gavroche, un piccolo ristorante creato dal sogno di quattro mamme. Lo chef Niccolò Ceruti propone una cucina ispirata alla tradizione

Gavroche rappresenta il sogno, il desiderio di modificare il mondo che lo circonda. Victor Hugo ha reso immortale la voglia di cambiare le cose di questo ragazzo, che viveva nella statua di un elefante a Parigi. Oggi quattro mamme milanesi vogliono rendere “immortale” il loro sogno nel mondo della ristorazione attraverso il ristorante Gavroche. Una piccola realtà, in via Arzaga 15 a Milano, zona Ovest, che racchiude nei 22 coperti tutti i sogni e i desideri dei loro creatori.

Un ristorante a dimensione familiare con i suoi 22 coperti

Il Gavroche nasce con l’obiettivo di essere un locale familiare, un piccolo gioiello nella periferia di Milano, lontano dalle luci del centro. Un ristorante che nasce da un sogno e come sempre accade in questi casi porta con sé le tracce di esso: l’intimità, la ricercatezza dei piatti, l’ambiente intimo e curato. L’idea delle quattro mamme, il cuore del Gavroche, ha coinvolto anche i figli, loro sono il braccio di questo ristorante che ha nel giovane chef Niccolò Ceruti, 24 anni, la mente della cucina.

È la cucina il vero punto di forza del Gavroche. L’idea di Niccolò è sposare la tradizione con l’innovazione, senza perdere di vista la stagionalità dei prodotti. Nasce quindi un menu composto da 18 piatti, tra antipasti, primi, secondi e dessert, in costante evoluzione, che cambia ogni mese. I piatti proposti nascono dalla tradizione, non solo milanese e lombarda, ma l’ispirazione arriva da tutta l’Italia e anche dall’estero. Sarà lo chef a dargli un tocco personale, la firma del Gavroche.

Un discorso a parte lo meritano i vini, dove anche qui c’è stata una ricerca per creare una interessante carta, in grado di adattarsi al costante mutare del menu. Lo staff del Gavroche è sempre alla ricerca di realtà interessanti da proporre, così da soddisfare tutte le richieste degli avventori.

Praticamente aperto tutti i giorni con l’eccezioni di lunedì, solo a pranzo, e domenica per il “Pranzo della Domenica”. Quest’ultimo è la proposta per le famiglie: un menu fisso a 25 euro, che cambia ogni settimana, e comprende antipasto, primo, secondo, dessert, vino, acqua e caffè. Una proposta dai sapori casalinghi, per creare una atmosfera casalinga. A pranzo c’è un menu fisso a 12 euro, mentre a cena si può mangiare alla carta, con una spese media di circa 30 euro per due portate senza vini. Interessante la possibilità di concordare cene a tema.