Dalla collaborazione tra Università della Calabria e impresa nasce Reolì, un prodotto versatile. Una sana alternativa a grassi di bassa qualità, e anche al burro

Margarina, burro, olio di palma. In un verso o nell’altro questi alimenti vanno assunti a dose moderate a causa del loro profilo nutrizionale non proprio ideale. Ma se da una parte il consumatore chiede prodotti sempre più salutari, dall’altra per l’industria non è facile trovare soluzioni. Un’alternativa però, oggi, esiste. Si chiama Reolì, ed è frutto della ricerca universitaria italiana, condotta nel settore dei grassi alimentari vegetali presso il laboratorio di Reologia dell’Università della Calabria, e valorizzata su scala industriale da un gruppo di imprenditori.

Reolì è il frutto di creatività e ricerca tutta made in Italy

Si tratta in sostanza di un grasso vegetale spalmabile a base di oli di alto pregio: extravergine d’oliva o semi di girasole, con aggiunta di burro di cacao. «Il prodotto – racconta Lucia Seta, responsabile della produzione – nasce da un’idea portata avanti da una serie di progetti seguiti dall’Università della Calabria che hanno condotto al deposito di un brevetto internazionale. Questo è stato acquisito in maniera esclusiva dall’azienda Reolì, costituita da diversi soci, non solo imprenditori agricoli, che ha realizzato industrialmente la produzione».

Reolì Extravergine d’oliva e Reolì Girasole sono realizzati in forma emulsionata con acqua, con un contenuto totale di olio del 60 per cento e un contenuto finale di grassi del 79 per cento. La tecnica produttiva adottata nel nuovissimo stabilimento di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, si basa sull’impiego di emulsionanti di origine vegetale e palm free in grado di rendere il prodotto semi-solido. L’attuale impianto ha una capacità di produzione di mille chili l’ora.

«La scelta – spiega Lucia Seta – è stata di utilizzare due oli nobili. Il prodotto con l’extravergine (italiano) è più innovativo, anche come gusto e note aromatiche. Quello con girasole è pensato più come ingrediente per i dolci, ha un gusto meno deciso. I due prodotti hanno una ricetta semplice, con sei ingredienti: olio al 60 per cento nelle due linee, extravergine o girasole, un contenuto altissimo se si paragona da altri prodotti. Poi acqua, burro di cacao (acquistato da un’azienda italiana), un emulsionante molto utilizzato ma palm free (mono e digliciceridi degli acidi grassi) e la vitamina E».

Questo prodotto ha molteplici vantaggi. Ha un migliore profilo nutrizionale. L’olio extravergine è l’unica alimento ad avere avuto il claim dall’Efsa come alimento nutraceutico; l’olio di semi di girasole è ricco di omega-6, acidi grassi essenziali. Al contrario l’olio di palma o anche il suo sostituto, il cocco, hanno un eccesso di grassi saturi oltre ad avere il problema della perdita degli antiossidanti a causa della raffinazione ad alte temperature. Reolì è poi privo di lattosio. Dunque può essere utilizzato tranquillamente da chi è intollerante. Non ha grassi idrogenati, colesterolo animale, additivi chimici o derivanti da Ogm.

Il prodotto si presta a un utilizzo versatile. Nei dolci da forno (brioche, biscotti, pasta sfoglia, pasta choux, pan di spagna), dessert a base di cioccolato, come creme spalmabili, nella panificazione (fette biscottate, cracker, taralli eccetera), nei preparati per dolci, come la panna, nei gelati. In cucina può essere usato per la preparazione di piatti di vario tipo (torte salate, creme, risotto), nella mantecatura o come condimento.

Reolì è oggi in vendita in una catena di supermercati locali. L’azienda punta ad aprire spazi importanti di mercato non solo in Italia ma anche nei Paesi nordici come sostituto più salutare al burro. «Stiamo effettuato dei test di vendita – precisa Lucia Seta – in alcuni supermercati della Calabria. Il prodotto è disponibile anche in alcuni punti vendita e online sul sito Fruttaweb. Stiamo lavorando per promuoverlo nella Gdo. C’è interesse anche all’estero, nel Nord Europa in particolare. Come uso professionale, canale horeca o industria, abbiamo il prodotto anidro, senza acqua. Abbiamo sviluppato contatti con diversi chef che lo hanno richiesto, tra cui un’associazione tedesca di cuochi. A breve le scuole alberghieri calabresi faranno alcune attività con il nostro prodotto».