Operazione dei Nas di Bologna che hanno sequestrato 40 tonnellate di prosciutto crudo. Una azienda rivendeva scarti come semilavorati per fare ripieni

Nel mirino dei furbetti della truffa e della frode è finito questa volta il prosciutto crudo, un altro prodotto della tradizione italiana e simbolo del made in Italy che piace nel mondo. I Carabinieri dei Nas di Bologna hanno svolto una attività di controllo in questo settore, andando a verificare l’operato di una trentina di aziende nelle provincie di Parma, Modena e Bologna. Sono emerse 3 situazioni illegali, che hanno portato al sequestro di circa 40 tonnellate di prosciutto crudo e ritagli di lavorazione per una valore di 500mila euro.

Tranci di prosciutto comune venduti come Dop

«Durante una operazione di controllo è emersa una realtà in provincia di Parma – ha spiegato il capitano Umberto Geri – che vendeva scarti di lavorazione mal conservati, che avrebbero dovuto essere smaltiti come rifiuti, come semilavorati ad altre aziende per produrre ripieni. Una attività che ha portato alla denuncia penale dell’amministratore delegato. Abbiamo controllato anche tutte le aziende a cui sono arrivati questi scarti, provvedendo a sequestrarli. Queste non sapevano di comperare un prodotto irregolare».

L’amministratore delegato di questa realtà parmense, che opera nella produzione, lavorazione e commercializzazione di prosciutti, è stato denunciato per frode in commercio, per vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine e per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Questa azienda ha posto in vendita e commercializzato scarti di lavorazione e prodotti in cattivo stato di lavorazione, che dovevano essere smaltiti come rifiuti, presentandoli come ritagli di prosciutto stagionato ad aziende alimentari per produrre pasta ripiena e salumi, ingannandole sulla reale qualità del prodotto.

«Smaltire gli scarti come rifiuti ha un costo – ha specificato Geri – mentre rivenderli come semilavorati porta a dei significativi guadagni. Durante questa operazione sono state trovare altre due realtà che, invece, commercializzavano dei tranci di prosciutto Dop, ma questo non aveva le caratteristiche per essere venduto come prodotto a denominazione di origine. Anche in questo caso il legali rappresentati sono stati denunciati all’autorità competente».

In provincia di Bologna e Modena, invece, sono state trovate due aziende che selezionavano del prosciutto crudo, ottenuto da suini italiani, e lo rivendevano, sotto forma di tranci, come prodotto Dop, con tanto di false etichette. Al termine di questa operazione sono state sequestrate 40 tonnellate di prosciutto, denunciati legali rappresentanti delle tre aziende che hanno commesso reati penali e contestate sanzioni amministrative per 14mila euro.