Arriva dalla Cina il concentrato di pomodoro che sarà poi usato per fare prodotti made in Italy, grazie a un vuoto normativo

È nato nelle americhe, è giunto a noi grazie a Cristoforo Colombo, e in Italia ha trovato la sua massima espressione. Stiamo parlando del pomodoro, questa verdura con i suoi derivati e le conserve sono stati un vanto per il nostro Paese. Oggi però non è più così, si sta assistendo a una invasione di pomodoro dalla Cina. I dati elaborati da Coldiretti parlano di un incremento delle importazioni di concentrato di pomodoro cinese del 520 per cento per il 2015. Arriveranno circa 90 milioni di chili che corrispondo, più o meno, al 10 per cento della produzione italiana.

Gli alimenti provenienti dalla Cina sono quelli più segnalati come irregolari

Purtroppo questo concentrato di pomodoro cinese, una volta arrivato nel nostro Paese, si trasforma in pomodoro italiano. Perché, dopo essere stato rilavorato e confezionato, nei prodotti al dettaglio non è necessario scrivere la provenienza del prodotto, ma solo dove è stato lavorato. Questo concentrato arriva in Italia via nave in fusti di 200 litri, la maggior parte viene scaricata nel porto di Salerno in Campania, come evidenziato dal rapporto Agromafie elaborato dall’Osservatorio sulla criminalità in agricoltura insieme a Eurispes e Coldiretti.

In Cina la coltivazione del pomodoro è recente, è iniziata a livello industriale nel 1990. Oggi sono i secondi produttori mondiali dopo gli Stati Uniti. Il problema è che nel 2014 i prodotti di origine cinese hanno conquistato il tragico primato nel numero di notifiche di derrate alimentari irregolari perché contaminate dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea. Questo dato emerge da una elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti. Su un totale di 3.097 allarmi per irregolarità segnalate in Europa ben 469 (15 per cento) hanno riguardato la Cina.

Diventa fondamentale, per salvaguardare la salute del consumatore, poter rendere trasparente il commercio dei prodotti derivati dal pomodoro. Oggi solo sulla passata è necessario indicare la provenienza dei pomodori usati, mentre non è obbligatorio per il concentrato e per i sughi pronti. Il pomodoro è il condimento più acquistato dagli italiani e nel settore del pomodoro da industria sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditori agricoli per circa 72mila ettari coltivati, 120 industrie di trasformazione dove lavorano 10mila persone, con un valore della produzione di oltre 3,3 miliardi di euro.