A Napoli, nella pizzeria 50 Kalò, ampio spazio è stato dato alla carta dei vini con una ricca scelta di etichette campane e di Champagne

A Napoli la pizza è una cosa seria, molto seria. I pizzaioli cercano sempre i migliori prodotti per ottenere l’impasto perfetto e la farcitura ottimale, ma alcuni vanno oltre e vogliono anche abbinarla alle bevande migliori. Un esempio è rappresentato da Ciro Salvo che nella sua pizzeria 50 Kalò, in piazza Sannazzaro a Napoli, ha voluto una carta dei vini importante.

In carta oltre a eccellenze campane anche alcuni Champagne

La scelta di avere un ricca scelta di vini è valsa a questa pizzeria la segnalazione sulla Guida Michelin 2017. Con il nuovo anno la carta è stata rinnovata, sia per quanto riguarda i numeri sia per la qualità dei vini proposti.

«La mia selezione di vini – ha spiegato Ciro Salvo – si poggia su due concetti base: ricerca e racconto. Le proposte tendono ad essere uniche e non omologate».

Ora si possono scegliere tra 31 etichette diverse, un numero non indifferente per una pizzeria. Ci sono rossi, bianchi e spumanti, con una importante rappresentanza di cantine campane come Quintodecimo, Marisa Cuomo, Montrevetrano, Clelia Romano, Terre del Principe e molte ancora.

Un discorso a parte lo merita lo Champagne. L’abbinamento pizza e champagne piace e sempre più clienti lo preferiscono, anche per rendere più importante la serata in pizzeria. Spazio dunque a una selezione di bottiglie che ben rappresentano questo vino, con proposte che partono dal Brut Cuvée Royale di Joseph Perrier, proposto a 39 euro alla bottiglia, per arrivare alla importante Extra Brut Cuvée n. 739 Jacquesson. Un’offerta ampia che permette al cliente di scoprire come lo Champagne sia un perfetto compagno per la pizza, un abbinamento che gioca sull’acidità con risultati sorprendenti.

Tradizionalmente gli italiani sono soliti accompagnare la pizza con la birra e da 50 Kalò c’è l’imbarazzo della scelta. Anche per questa bevanda c’è una costante ricerca da parte di Ciro Salvo e del suo staff. Sono state introdotte tre nuove birre, tutte marchiate Slow Food, tre prodotti che ben esprimono la biodiversità che contraddistingue il nostro Paese: La Torlonga, birra con grano Solina dell’Appennino Abruzzese; Ponte Molino, con grano Tamilia di Castelvetrano, Trapani; e Borgo della Paglia, ottenuta con mais Biancoperla della pianura veneta centro orientale. Tutte prodotte dal Birrificio Antoniano di Ronchi di Villafranca Padovana (Pd). Queste tre nuove referenze si vanno ad aggiungere alla ricca selezione di birre artigianali italiane, belghe e tedesche.