Il mercato dei pasti via internet è in costante crescita in Italia. La pizza è l'assoluta regina del take away online, sul podio anche sushi e kebab

Quasi cinquecento milioni di euro, il 27 per cento in più rispetto all'anno precedente. Sono i numeri – decisamente di rilievo – che fotografano il successo che ordinare il cibo via internet o attraverso le applicazioni mobile sta avendo in Italia. Un fenomeno, quello del take away online, che sembra prendere piede sempre di più, almeno secondo i dati dell'Osservatorio eCommerce B2c NetcommPolitecnico di Milano. Un'abitudine generata e diffusa dalla visione dei tanti film americani, in cui si vedono giovani e meno giovani, single e padri o madri di famiglia, che prendono il telefono (ieri, i meno giovani) o lo smartphone (oggi, i più giovani) e chiamano il ristorante o la pizzeria per farsi portare a casa il pranzo o la cena, già pronti. I ritmi – e gli spazi casalinghi – della vita nelle città creano certamente le condizioni perché il fenomeno del pasto 'remoto', per così dire, si diffonda anche nello Stivale, ma davvero questo significa che ci stiamo americanizzando? Come sempre succede, la risposta non è mai univoca, ci sono sintomi che indicano che il fenomeno di 'parità' tra le due coste dell'Atlantico è effettivamente in corso, altre che invece testimoniano di peculiarità tutte italiane.

Nei grandi centri urbani si utlizza di più il servizio del cibo a domicilio

Per esaminare la situazione, possiamo partire dai numeri che ha rilasciato Hellofood, uno dei primi servizi per gestire le consegne a domicilio sviluppato in Italia, che da Bologna adesso offre questo servizio in molte città italiane. Secondo questo portale, agli italiani il take away online piace, e su questo non ci sono dubbi ed è il legame con gli Usa e le abitudini a stelle e strisce. La comodità di vedersi recapitato il piatto, possibilmente già pronto, direttamente a casa sembra affascinare tutti noi, per lo meno quelli – la grande maggioranza – che vivono in aree urbane, grandi e piccole. E leader in questo segmento di mercato si conferma la pizza che domina con il 39 per cento degli acquisti. Quanto di più italiano c'è insieme agli spaghetti, insomma. Infatti, nel complesso il 43 per cento degli ordini totali ha riguardato piatti della tradizione italiana. Non sorprenda però il fatto che i piatti “non-pizza” contino solo per un ulteriore quattro per cento: è chiaro che l'ordine online punta su piatti e ricette facilmente trasportabili e la pizza è chiaramente favorita in questo. D'altra parte, le cucine “straniere” non stanno a guardare. Anche se ancora relativamente lontane, quella mediorientale e quella asiatica, rispettivamente con il 29 ed il 25 per cento degli ordini online, in qualche modo promettono di insidiare il primato del made in Italy in questo settore. Una situazione confermata dall'esame dei numeri relativi alle ultime feste natalizie, durante le quali gli italiani che hanno cercato piatti esotici online sono stati molti. Piatti preferiti: sushi e cucina cinese (15 per cento dei click), hamburger (11 per cento) e kebab (9 per cento).

Una partita a tre, quella che si sta giocando con il take away del food, perché se scendiamo dal podio troviamo che il quarto concorrente in gara è il cibo greco, ma con percentuali troppo lontane per poter insidiare i primi tre: 3 per cento delle preferenze totali di chi acquista online.

Un'ultima nota. Il successo di questo settore è testimoniato anche da “movimenti” nel numero delle aziende e dei progetti nel campo del pasto via internet. A volte con metodi innovativi, testimoni della presa che il take away online ha sui giovani. Grazie a una campagna di crowdfounding, ovvero una raccolta di sottoscrizioni sul web, vorrebbe vedere la luce Mychefhome.com, la piattaforma italiana del take away casalingo con piatti tratti dalle ricette della nonna a portata di clic. Progetto sostenuto anche da Paolo Armando, la “tigre” di Masterchef Italia. È chiaro, quindi, che i prossimi anni vedranno uno sviluppo ancora a doppia cifra del settore, con nuovi progetti e nuovi attori.