A Parma si è svolto il Campionato mondiale della pizza vinto da un pizzaiolo francese, la miglior pizzeria è a Milano.Nasce la dieta a base di pizza

Con la pizza si può dimagrire, lo sapevate? E si può anche fare cultura e perfino arte. Perché se mangiare è un bisogno primario, mangiare con intelligenza è, allo stesso tempo, un modo per prestare attenzione alla propria salute sia fisica che spirituale. La pizza, uno dei simboli non solo gastronomici del nostro Paese, è stata la protagonista, dall'11 al 13 aprile, al Palacassa di Parma. Il palazzetto dell'ex capitale del Ducato ha infatti ospitato il campionato mondiale della pizza. Pizzaioli e pizzerie da tutto il mondo, nei tre giorni della manifestazione, si sono affrontate in una specie di ultima tenzone su chi fosse il migliore, mentre esperti di fama mondiale nell'alimentazione, nella salute e nella cultura, si sono confrontati sul valore della pizza a tavola ma anche al di fuori della tavola. Tra questi, anche Gian Marco Tognazzi: non tutti sanno che ha ereditato dal padre, l’indimenticabile Ugo Tognazzi, non solo l’amore ed il talento per il cinema ma anche la passione per il vino e la cucina italiana.

Il miglior pizzaiolo del 2016 è francese e lavora vicino a Marsiglia

L'edizione ducale è stata la venticinquesima nella storia di questo campionato mondiale. Fin dal 1992 - anno in cui è partito il primo campionato mondiale della pizza – una generazione di pizzaioli si è sfidata ed ha condiviso le più disparate ricette di uno dei piatti più amati al mondo. Quest'anno, a confrontarsi sono stati qualcosa come 650 pizzaioli da 35 paesi diversi. Il vincitore? L'Italia sarà anche il paese in cui la pizza è nata, si è sviluppata, e da cui è partita per affermarsi in tutto il mondo, ma se volete mangiarla preparata dal Pizzaiolo Numero 1 del pianeta, dovete andare a Marsiglia. Ad accaparrarsi la medaglia d’oro, infatti, è stato un francese – anche se di chiare origini italiche – Ludvic Bicchierai, della pizzeria Le Gusto di Sausset-les-Pins vicino a Marsiglia. Ha vinto con una pizza a base di pomodoro, mozzarella, tartare di orata, fiori di zucca e gamberi freschi. Tutti i vincitori sono sul sito della competizione.

Parallelamente al campionato mondiale della pizza, l’azienda Agugiaro&Figna, che con il marchio Le 5 Stagioni è stato il principale sponsor dell’evento, ha premiato, in collaborazione con il noto critico enogastronomico Davide Paolini la migliore pizzeria d’Italia. A decretarla, un sondaggio online che ha registrato più di 30.000 votanti e coinvolto più di 400 esercizi dislocati in tutta Italia. Il primo posto è stato conquistato dalla pizzeria milanese Briscola che ha ottenuto ben 5.290 preferenze, al secondo e terzo posto, invece, si sono classificate le pizzerie Sardasalata di Licata, nell'agrigentino e il Ristorante pizzeria Caruso di Trecate, vicino a Novara.

Durante l'appuntamento parmense gli ospiti hanno discusso di quanto la pizza sia non sia solo cultura ma anche arte. Mangiare è sicuramente un bisogno primario, ma mangiare con intelligenza diventa arte. E in questo settore, la star del dibattito è stato lo chef di New York Pasquale Cozzolino e la sua dieta: grazie a una pizza napoletana al giorno per cinque giorni settimanali integrata da frutta, verdura e una buona attività fisica è riuscito a perdere quasi 50kg inventando un vero e proprio trend negli Stati Uniti. Altro che Pizza Hut o Dominos!

Il segreto? Nell’impasto, composto dalla speciale farina Le 5 Stagioni, finemente macinata ed essenziale per la tradizionale pizza napoletana, acqua, sale marino e un agente di lievitazione naturale, il tutto lasciato fermentare per 36 ore, così da eliminare gran parte dello zucchero lasciando solo carboidrati complessi, più digeribili e con più alto senso di sazietà. L’Italia ha la fortuna di essere un Paese dai grandi tesori gastronomici invidiati da tutto il mondo: dalla farina all’olio extravergine di oliva fino ai pomodori di San Marzano, ecco i segreti che ancora oggi distinguono la vera pizza italiana di qualità da quella mediocre ed ipercalorica dei fast food.