Pio Cesare, la cantina di Alba si rinnova dopo 145 anni

Dopo quattro anni di lavori e 10 milioni di investimento, la cantina apre nuovi spazi ai vini bianchi e punta sul solare

Pio Cesare ha completato il rinnovamento della cantina storica nel centro di Alba (CN), al termine di quattro anni di lavori e di un investimento di circa 10 milioni di euro. La superficie ha superato i 9.000 metri quadrati, più che raddoppiando gli spazi disponibili. La vendemmia 2026, cominciata a metà agosto con le uve bianche, è la prima ad avvalersi della struttura pienamente operativa.

Il nucleo storico resta ai rossi

L’intervento non ha spostato la produzione fuori città. L’azienda ha continuato a costruire attorno al nucleo originario del 1881, quando Cesare Pio acquistò una piccola casa con una stalla sotterranea nel centro di Alba. Alcune volte a botte risalgono al Settecento e oggi convivono con impianti moderni. Qui proseguono vinificazione, maturazione e affinamento dei vini rossi, dal Barolo Ornato al Barolo Mosconi, fino al Barbaresco Il Bricco.

«Questi giganti non si sposteranno di un millimetro», ha detto Federica Boffa Pio, che guida l’azienda insieme al cugino Cesare Benvenuto Pio, quinta generazione della famiglia.

Cantina storica Pio Cesare
Cantina storica Pio Cesare

Un nuovo reparto per i bianchi

I vini bianchi valgono ormai circa il 30% della produzione. Per loro nasce un reparto ricavato in un’ex segheria già di proprietà della famiglia, collegata al nucleo storico da un tunnel sotterraneo e da una passerella aerea: zona di ricevimento uve, cella frigorifera, serbatoi in acciaio inox, barricaia ipogea con tavolo di degustazione. Qui trovano posto lo Chardonnay destinato a “L’Altro” e “Piodilei”, il Sauvignon Blanc e il Timorasso, debuttato quest’anno con il Derthona Timorasso Riserva Colli Tortonesi Doc 2023.

Niente gas, niente petrolio

I nuovi ambienti non usano fonti fossili: l’autoproduzione solare dichiarata è del 67,5%. Il progetto include un tetto verde, piantumazioni perimetrali di specie autoctone, facciate ventilate, coperture in legno e un sistema digitale per monitorare i consumi. Anche il trasporto interno delle merci passa dal sottosuolo, così i camion della cantina pesano meno sul traffico del centro storico.

Vendemmia con dieci giorni di anticipo

La raccolta 2026 è partita in anticipo. «Abbiamo iniziato a raccogliere lo Chardonnay il 10 agosto», racconta Federica Boffa Pio. Negli anni scorsi lo Chardonnay partiva tra il 22 e il 25 agosto: stavolta l’anticipo è stato di dieci-quindici giorni, e per la prima volta anche Dolcetto e Barbera sono stati raccolti già ad agosto. Le quantità calano, ma di poco: tra il 7 e l’8%.

Cantina storica Pio Cesare
Cantina storica Pio Cesare

In vigna, contro il caldo

Sedici persone lavorano stabilmente in vigna, guidate da un agronomo. Da quasi quindici anni l’azienda usa reti antigrandine anche per creare ombra e proteggere i grappoli dalle bruciature del sole. In prova c’è anche una macchina a raggi ultravioletti, che stimola la vigoria della pianta e aiuta ad avere uve più acide. «I raggi aiutano la vite a resistere meglio agli stress e a difendersi dalle malattie, così riduciamo i trattamenti chimici», spiega Claudio Pirra, agronomo dell’azienda da 26 vendemmie.

Da quasi dieci anni Pio Cesare coltiva anche vigneti a Cissone, in Alta Langa, dove sperimenta il Nebbiolo oltre i 600 metri di altitudine, cercando microclimi più freschi. Il patrimonio vitato dell’azienda conta oggi circa 80 ettari di proprietà.

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