Il Ddl Enoturismo secondo Carlo Pietrasanta, presidente Movimento Turismo del Vino, può essere migliorato ulteriormente per rendere l’enoturismo una risorsa

È in discussione alla Commissione Agricoltura del Senato il Ddl Enoturismo, il disegno di legge presentato dal senatore Dario Stefàno per regolamentare il fenomeno dell’enoturismo in Italia. Il presidente del Movimento Turismo del Vino, Carlo Pietrasanta, è stato ascoltato dalla Commissione per recepire i suggerimenti e l’opinione di uno dei protagonisti di questo fenomeno.

L'enoturismo è diverso dall'agriturismo è meno complesso e non deve essere equiparato

L’enoturismo è in costante crescita, negli ultimi anni sempre più persone hanno preso parte alle manifestazione organizzate per far conoscere le cantine e il territorio dove nasce il vino. Un movimento che interessa tutta la penisola, dal Nord al Sud, e che coinvolge tutto il territorio garantendo un notevole indotto.

«Sul Ddl Enoturismo, che ha già molti pregi nella sua attuale formulazione, serve risolvere alcuni nodi critici – ha spiegato Pietrasanta al termine del suo intervento – Quello principale è la comparazione con l’attività agrituristica, che prevede invece un complesso di attività molto più articolate: l’enoturista deve essere semplicemente messo nelle condizioni di poter svolgere, a pagamento, le attività di degustazione dei vini accompagnati da prodotti tipici del territorio regionale e le visite al patrimonio aziendale, nel rispetto di sicurezza e norme igienico-sanitarie. A oggi infatti non è ancora possibile svolgere legalmente queste attività».

Non tutte le cantine, infatti, sono attrezzate per l’accoglienza e non è ancora chiaro cosa sia necessario avere per poter operare in modo corretto. Questo Ddl vuole mettere ordine e dare certezze alla incertezza di oggi. “Non chiediamo una deregulation completa – ha continuato Pietrasanta – ma la possibilità per il settore di fare un ulteriore salto di qualità a beneficio di tutti: degli ospiti, ma anche delle capacità redditizie dei produttori e delle conseguenti possibilità di contribuzione fiscale».

«Riteniamo inoltre – ha sottolineato il presidente Mtv – che sia pericoloso delegare alle Regioni una più ampia attività normativa, che, eccetto per alcune competenze, deve essere in capo a un regolatore nazionale».

In questo disegno di legge c’è spazio anche per il mondo dell’olio extravergine d’oliva. L’articolo 8, infatti, estende l’applicazione della legge all’ambito della valorizzazione delle produzioni di olio di oliva. «Serve salvaguardare i piccoli produttori di qualità – ha concluso Pietrasanta – anche se non realizzano l’intero ciclo produttivo, portando a frangere le olive presso i frantoi di proprietà di terzi».

Il Movimento turismo del vino ha iniziato a estendere il proprio raggio di interesse anche al mondo dell’olio, dedicando un comparto dedicato all’oro verde all’interno dell’Associazione. L’obiettivo è dar vita a un movimento che porti a scoprire i luoghi dove nasce l’olio di qualità in Italia.