Addio ciliegie! Quest’anno, grazie alle recenti grandinate, sono state compromesse del tutto le coltivazioni di questo rosso frutto in Puglia. Le bizzarrie del clima, tra siccità, gelate, grandine e nubifragi, sono già costate 6 miliardi di euro in 8 anni. Negli ultimi giorni l’Italia è stata attraversata da una perturbazione che ha portato con se bombe d’acqua e forti grandinate.

A Ferrara molti frutteti colpiti da cascola per gli sbalzi termici

È stata proprio la grandine la più distruttiva. In Puglia, nelle provincie di Bari e Barletta-Andria–Trani, sono andati persi quasi 80 milioni di euro di ciliegie. I ciliegeti sono stati colpiti proprio all’inizio della campagna. Distrutte le coltivazioni nelle zona di Turi, Castellana Grotte, Putignano, Conversano, Corato, Ruvo di Puglia, Molfetta, Bisceglie. Il danno stimato al settore in queste zone è compreso tra il 70 per cento (nella zona di Corato, Molfetta, Ruvo) sino al 100 per cento (nelle restanti zone). È caduta talmente tanta grandine che in alcune zone si è accumulata al suolo per una altezza anche di 20 cm: nelle ciliegie si è determinato il fenomeno del cerchietto e dello spacco nelle varietà prossime alla raccolta. I chicchi di grandine, inoltre, hanno provocato lesioni ai rami e ai tronchi dei ciliegi, compromettendo così anche le produzioni degli anni futuri. Un danno molto grave per le ciliegie made in Italy, considerando che dalla Puglia arriva il 40 per cento della produzione nazionale.

Purtroppo i capricci del clima hanno lasciato una triste impronta anche al Centro Nord, precisamente nella zona di Ferrara. La Cia, Confederazione italiana agricoltori, ha lanciato l’allarme sulla cascola nei frutteti in questa provincia romagnola: la caduta prematura dei frutti e dei fiori a causa di eventi esterni, come le avverse condizioni climatiche che ci sono state. Purtroppo non si è trattato di fenomeni isolati, ma di un evento che coinvolge circa la metà delle aziende agricole presenti nel territorio. Il fenomeno è iniziato a fine aprile e adesso ha portato a perdite tra il 50 e il 60 per cento. Sono stati particolarmente colpiti i peri, ma anche albicocchi e ciliegi. Tra le cause i repentini sbalzi di temperatura con il termometro che è sceso a zero a fine aprile.

Grazie a questo pazzo clima il 2016 si preannuncia un anno difficile per alcune coltivazioni, specialmente quelle frutticole. Per i consumatori il rischio è quello di manovre speculative, con prezzi che vanno alle stelle, e di trovarsi a tavola prodotti di origine sconosciuta.