Oliviero Toscani con il figlio Rocco ha creato un’azienda vitivinicola sulle colline pisane. Produce solo rossi, di buona acidità, con lo Syrah protagonista

«Non voglio fare un vino da funerale, ma da battesimo. E solo rosso, non mi piacciono le bollicine: i vini si fanno con la luce e da noi in Toscana è spettacolare». Oliviero Toscani, fotografo di fama mondiale che non ha bisogno di presentazioni, non manca mai di sorprendere. Sulle colline di Casale Marittimo, in provincia di Pisa, ha creato con il figlio Rocco un’azienda agricola, Ot, che produce vino, per la precizione: tre vini a prevalenza Syrah, un vitigno non propriamente tipico del territorio, anche questo un modo per andare controcorrente. La linea è stata recentemente presentata Milano presso lo scenografico ristorante The Room, in zona Porta Romana.

Le vigne si affacciano sul mare in un anfiteatro naturale

«I nostri vini nascono da un blend, a prevalenza Syrah, poi Cabernet Franc, Petit Verdot e Teroldego, che abbiamo impiantato per ultimo – ha spiegato Rocco Toscani – Abbiamo deciso di mettere il Syrah che in zona non era molto usato. Non abbiamo scelto i vari Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon: un segno distintivo ma anche una visione del futuro sui vini che riteniamo si affermeranno. Il nostro cru si chiama Ot, ne facciamo diecimila bottiglie, fa più di un anno di barrique e rispecchia molto la filosofia di mio padre: lui ha un po’ quell’acidità di carattere, un po’ orso, ma sa essere anche gentile. Poi Quadratorosso, ventimila bottiglie, fa prevalentemente acciaio. Quindi il nostro vino base, iToscani, prodotto in 50mila bottiglie, che si caratterizza per la freschezza e bevibilità».

Durante la degustazione, guidata da Rocco Toscani, con il parere tecnico del sommelier Matteo Galiano di Tibevo, organizzatore dell’evento, i vini sono stati abbinati ai piatti preparati dallo chef del ristorante The Room. IToscani 2015 (40 per cento Syrah, 40 per cento Teroldego, 10 per cento Cabernet Franc e 10 per cento Petit Verdot), colore rosso rubino, e note di frutti rossi (ribes e mirtillo), si caratterizza per la freschezza e la grande piacevolezza. È stato abbinato a coda di gambero argentino, bardato al lardo, cotto con angostura e servito su cubotto di ananas alla griglia. Quadratorosso 2015 (60 per cento Syrah, 20 per cento Teroldego, 10 per cento Cabernet Franc e 10 per cento Petit Verdot), dal colore rosso rubino intenso, sprigiona note di frutti di bosco con accenni floreali e speziati. Di buona struttura, ha accompagnato una selezione di salumi nostrani. Infine Ot, il top di gamma (50 per cento Syrah, 35 per cento Cabernet Franc e 15 per cento Petit Verdot). Anche qui prevalgono le note fresche, bilanciate dalla finezza. Lo spettro olfattivo è di maggiore complessità: ai sentori di frutti rossi si aggiungono note di spezie dolci (cacao, cannella e liquirizia) e piccanti (pepe). È stato associato  a un’entrecôte di angus argentino, servito con burro maitre d'hotel su crostone di pane bianco. «Ot è il nostro vino – ha detto Rocco Toscani – lo porteremo avanti per molte generazioni».

La storia dell’azienda vitivinicola di Oliviero Toscani nasce da un innamoramento del territorio. «Mio padre – ha raccontato Rocco Toscani – ha comprato una casa a Casale Marittimo negli anni ’60: posti hippy, senza acqua ed elettricità, poi nel 1980 si è trasferito in pianta stabile. Da lì è partita l’azienda agricola: cavalli, mucche, olio. Per scegliere i vitigni più adatti abbiamo fatto fare uno studio. Nel progetto ci hanno aiutato tante persone, da Angelo Gaja, di cui mio padre è molto amico, Paolo Curtaz che ha fatto la vigna: oggi ci segue l’enologo Attilio Pagli. Poi abbiamo coinvolto gli architetti. La vigna è in un posto stupendo: un anfiteatro che guarda il mare a 350 metri d’altezza. La terra è rossissima, molto ricca di ferro. Casale Marittimo è l’ultimo comune della provincia di Pisa, a tre chilometri da Bolgheri. Siamo sulla stessa fascia di collina di Bolgheri: gli stessi venti, la stessa luce, le medesime rocce. I vini hanno il corpo di quella zona».

Nei dodici ettari dell’azienda agricola, che produce tra l’altro un extravergine senza alcun trattamento chimico sulle olive (Moraiolo, Frantoio/Leccino, Pendolino/Maurino), si lavora per l’oggi guardando sempre al futuro. «Stiamo convertendo al bio per un’etica dell’ambiente che ci circonda – fa sapere Rocco Toscani – vogliamo bene al posto. Per il futuro stiamo lavorando con le anfore di cocciopesto per fare un Syrah in purezza. E stiamo producendo anche un rosato».

Ot vende prevalentemente all’estero, circa il 95 per cento: Germania, Belgio, Russia, Usa, Asia, Australia. In Italia a Milano e Nord Italia, ma l’idea è di promuovere il progetto anche lungo lo Stivale. «Qual è la filosofia del nostro vino? Non lo facciamo per raccontare la nostra tradizione – ha sottolineato Rocco Toscani – ma per un’idea di convivialità: ci piace stare a tavola con gli amici a bere un bicchiere insieme. Il vino deve essere gioia. Naturalmente vogliamo fare prodotti di livello».