Un progetto voluto dall’amministrazione di Montepulciano, e realizzato dall’Università Marconi di Roma, misurerà le emissioni di Co2 per produrre ogni bottiglia del vino Nobile di Montepulciano Docg. Che verranno poi compensate con "buone azioni", come la produzione di energia da fonti alternative e piantumazioni arboree

È possibile misurare l’impatto ambientale di un vino in termini di emissione di Co2 e compensarlo con buone pratiche in modo da aver un prodotto a impatto zero? La risposta è sì se il vino si chiama Nobile di Montepulciano. Per questo vino Docg la città senese ha commissionato il progetto «Carbon Foot Print» che ha vinto il primo premio al concorso delle Smart Communities. Un progetto unico in Italia che ora si candida a divenire un punto di riferimento per analoghe produzioni a livello non solo nazionale.

Il progetto si basa sulla piattaforma tecnico-scientifica realizzata dall’Università Marconi di Roma. In sostanza attraverso complessi algoritmi viene misurata quanta Co2 è prodotta per ogni bottiglia. Le emissioni vengono quindi compensate con «buone pratiche» pubbliche e private (tra queste, produzione di energia da fonti alternative, piantumazioni arboree) per raggiungere l'equilibrio tra emissioni e abbattimento.

Buone pratiche per creare il primo vino a impatto zero con l'ambiente

«Il progetto Carbon Foot Print – ha affermato Andrea Contucci, vicepresidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano – riveste anche importanza particolare perché vede la piena collaborazione tra un’amministrazione pubblica e il tessuto privato produttivo del vino. Una sinergia che migliorerà ulteriormente la qualità della vita degli abitanti e dei turisti che frequentano la nostra città».

Il progetto, che sarà a pieno regime entro il 2016, s’inserisce nel quadro del rispetto del Patto europeo dei Sindaci 2020. ll Patto dei Sindaci è un movimento europeo che vede coinvolte le autorità locali e regionali impegnate ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori. I firmatari del Patto s’impegnano a raggiungere e superare l’obiettivo europeo di riduzione del 20 per cento delle emissioni di Co2 entro il 2020.

La storia di Montepulciano è da sempre intimamente legata alla fama delle sue vigne e del suo vino che per la leggenda vanta addirittura origini etrusche. È comunque documentato, fin dall'Alto Medioevo, che i vigneti di Mons Pulitianus producevano vini eccellenti. Secondo il disciplinare il Vino Nobile di Montepulciano (Docg dal 1980) si basa sul vitigno Sangiovese (minimo 70 per cento), denominato a Montepulciano «Prugnolo Gentile», il che caratterizza questo grande vino, dal bouquet di viola, mora e frutti rossi, per morbidezza ed eleganza. Matrimonio ideale quello con la Cinta Senese, la carne suina di razza autoctona toscana caratterizzata dal mantello scuro a fascia bianca.