Cocktail speziati e piatti piccanti caratterizzano Nik’s&Co, un nuovo locale dal gusto vintage e atmosfere jazz aperto a Milano da giovani laureati del Sud

A loro la fantasia non manca. Non è cosa da tutti i giorni inventarsi un citofono da cui si può rispondere con uno smartphone in remoto. Ma dall’elettronica hanno deciso di tentare un’incursione nel mondo della ristorazione. Così, tre giovani ingegneri, trentenni, pluripremiati per le loro idee, Leo, Carlo e Gabriel, oltre a un quarto socio, Pietro, hanno dato vita al progetto Nik’s&Co.

Sapori e aromi del Sud la fanno da padrone in questo nuovo locale milanese

Il locale (120 metri quadri, 60 posti a sedere, che arrivano a 110 con il dehor esterno) ha da poco aperto a Milano, a nord della stazione Centrale, vicino alla fermata della metropolitana Sondrio. L’aspetto del locale (in passato è stato anche una macelleria, come ricordano anche alcune vecchie insegne) è vissuto, in stile newyorchese, ferro e legno, tipicamente urbano. Oggetti vintage rigenerati, stampe e vinili alle pareti, accessori che ricordano il periodo dagli anni ’30 ai ’60.

«Passavamo ogni giorno da queste parti e non trovavamo mai un posto dove mangiare e allora abbiamo deciso di aprire noi un locale – spiega candidamente Leo – Lo abbiamo fatto un po’ per divertimento, per avere il contatto con la gente: stare troppo al computer fa male. Cerchiamo di mettere in cucina e nei cocktail un tocco di tradizione mediterranea, Calabria e Sicilia, innanzitutto. Il nostro Nik’s, il cocktail su misura fatto per il locale, contiene vaporizzazione di pepe nero e peperoncino. Il peperoncino lo mettiamo ovunque: offriamo anche una vodka con infusione di pepe e peperoncino calabro. Lo stesso claim del locale è pepper&drink».

Il nome è un programma: Nik’s richiama «nix», ovvero proibire. Il mood fa il verso al periodo d’oro del jazz, quando si faceva baldoria e si beveva nei locali nonostante il proibizionismo americano. Al Nik’s la connotazione alcolica è chiara ma assume toni piccanti, in omaggio al peperoncino di Calabria e alla Sicilia, terra di provenienza dei fondatori (tre calabresi e un siciliano). E rimane, comunque, segnata da goliardia, musica e convivialità. Tre soci presto si esibiranno live al Nik’s&Co, con altri artisti, improvvisando con sax, pianoforte e voce. In alternativa non manca mai la musica swing o jazz di fondo. A partire dall’aperitivo, e durante la cena, vengono inoltre proiettati su uno schermo filmati in bianco e nero, da Chaplin a Totò, per mantenere l’atmosfera vintage.

In cucina (a vista) c’è lo chef Giovanni Spina, anche lui calabrese e laureato in marketing e comunicazione, con esperienze al Devero, nella cucina stellata di Enrico Bartolini e da Trattoria Trippa a Milano. La proposta ristorativa segue la linea del locale: liquirizia, pistacchio, cioccolato di Modica. Per il peperoncino si punta a una vera e propria opera di evangelizzazione. Per cena (dalle 20 alle 23) si può degustare pasta fatta in casa realizzata con farine povere come il raviolo ripieno di ricotta. Tra le proposte, spiccano il gazpacho di zucca condito con ricotta di pecora mantecata alla liquirizia e limone candito; la battuta di manzo, Castelmagno, sedano pickled e salsa alle acciughe di Sicilia; il club sandwich, con tris di patate al forno. Come dolce, panna cotta al cioccolato con peperoncino piccante di Calabria.

«Un piatto cui tengo particolarmente – racconta Leo – sono le orecchiette, ceci e baccalà con peperone crusco di Senise. Rivisita un secondo classico di Castrovillari, il mio paese, il baccalà in umido con pomodoro secco e olive nere. Ho aggiunto una crema di ceci mantecata con il peperone crusco, un olio al rosmarino e crema d’aglio».

«Le paste – precisa Leo – sono preparate artigianalmente da un pastificio di Reggio Calabria. Ravioli con ripieno di ‘nduja o con cipolla di Tropea, per esempio. Il menù a cena cambia ogni mese. A pranzo puntiamo su cose semplici e fatte bene, quattro piatti del giorno, di solito due paste, trofiette con patate e fagiolini o il raviolo di carne, burro e salvia. C’è sempre una portata di carne e una vegetariana. Poi salumi, spianata calabra o pecorino al peperoncino o al pepe da degustare con pane casereccio»

L’offerta cocktail punta da una parte a una rivisitazione dei classici italiani per l’aperitivo, dall’altra a signature drink. Il fil rouge rimane però l’inserzione degli ingredienti tipici di Calabria e Sicilia: Marsala Florio, vaporizzazione di essenza di bergamotto o di peperoncino calabro, friggitelli. E l’utilizzo delle spezie: pepe nero, pepe di Sichuan, wasabi, kaffir (lime thailandese), cannella, chiodi di garofano, curcuma. Uno dei simboli è il mojito calabro con Amaro del Capo e zucchero a velo al cardamomo. Il gusto diventa retro e bohemien nel Daphne, con il raro rosolio di violetta Quaglia, assenzio e foglie di coca private del principio attivo.

Ogni cocktail viene poi servito con finger food e dry snack (pomodori secchi, peperoni e taralli), dove è immancabile la componente piccante. «Vogliamo proporre drink con pochi ingredienti ma d'impatto, per realizzare bevande originali e mai banali» racconta Samuele Lissoni, monzese, classe 1980, ultima esperienza dietro al bancone al Tombon De San Marc.

Il Nik's&Co vuole essere il primo di una serie di locali che nasceranno in Italia e all'estero, tutti con lo stesso concept di convivialità e qualità del cibo e drink ricercati.