L’azienda vercellese Naturalia, guidata da tre sorelle, ha creato una gamma di prodotti con riso Carnaroli e fiori dai bouquet intriganti e profumati

Dillo con i fiori. È questa l’idea di Naturalia, azienda «in rosa» (è guidata da tre sorelle) che ha pensato di declinare il riso in versione floreale, creando una linea ad hoc di prodotti dove i fiori si armonizzano con riso, erbe, spezie e vegetali. Petali di calendula, asparagi, vaniglia e scalogno; fiordaliso, maggiorana, zucchine, carote, basilico e cipolla; petali di rosa, patata viola, scalogno, verza e cavolo nero: i bouquet sono vari e intriganti. Tutto è naturale e di produzione propria o locale.

I fiori, da sempre presenti nella nostra cucina, oggi stanno vivendo un momento d’oro

L’azienda agricola Naturalia– riso, risaie e risotti, produce prevalentemente vero Carnaroli, al 100 per cento, anche nella versione semintegrale e integrale, ma non mancano il Venere, l’Ermes e altre varietà. Si trova a Larizzate, frazione di Vercelli, all’inizio della strade delle grange, le vecchie cascine sorte con le bonifiche realizzate dai monaci Cistercensi dell'abbazia di Lucedio nel ‘400. Siamo nella culla della risicoltura, in Piemonte: in queste zone fu girato il film «Riso amaro», dove spiccava un’avvenente Silvana Mangano.

«L’azienda è nata con mio bisnonno nel 1931 – racconta Federica Rosso – La tradizione è poi continuata con mio papà. E ora ci siamo io e le mie due sorelle che la portiamo avanti. Con il Carnaroli abbiamo dato vita alla linea dei Fioriti, che comprende dieci risotti dove l’elemento predominante sono i fiori: fiordaliso, viole, calendula, rose, girasole, tarassaco. Sono quasi tutti coltivati in azienda. Vengono abbinati ad altri tipi di erbe e vegetali, sempre di nostra produzione: per esempio, pere con le viole, che danno un sentore speziato, e l’aggiunta del levistico, un sedano selvatico che dà una marcia in più; oppure il tarassaco, con lamponi e santoreggia, o nella versione tarassaco e zafferano».

I fiori edibili sono circa una quarantina e stanno ritornando in auge grazie anche a chef stellati che li amano impiegare per la profumazione, cromatismo e gusto estetico, da Enrico Crippa, a Heinz Beck, a Pietro Leemann. Ma in realtà i fiori fanno parte della tradizione della cucina italiana.

«È vero che la cucina con i fiori ha subito un po’ le attrazioni della moda – sottolinea Federica Rosso – ma per noi è un ritorno alla cucina semplice dei nostri paesi. Poi sono un omaggio a mia nonna che ha origini liguri. E in Liguria quello di utilizzare fiori nell’alimentazione era da una parte una necessità dettata dalla povertà. Ma ha dato poi vita a ricette interessanti».

Fiori, erbe e verdure sono semplicemente aggiunti al riso liofilizzati, ovvero privati dell’acqua con il freddo. In questo modo il prodotto mantiene freschezza, profumi e sapori, senza l’utilizzo di conservanti, glutammato o sale. La linea dei Fioriti mira a soddisfare la richiesta di prodotti eleganti e raffinati, genuini ma di facile preparazione.

«La preparazione è semplicissima – spiega Federica Rosso – basta mettere un filo d’olio in pentola, il contenuto del sacchetto, un po’ di vino bianco e brodo caldo (o acqua e sale). Le ricette sono nate sulla base della tradizione e con la sperimentazione, man mano la gamma si arricchisce di nuove. Quella che mi piace di più è con petali di rosa, cavolo nero, verza e patata viola. Il riso – dice – porta allegria, è sinonimo di prosperità e gioia e con i fiori c’è una nota di colori e gioia in più».