Con una festa alle porte di Bergamo è partita la raccolta del cereale che caratterizza la Nastro Azzurro, la birra italiana più consumata all’estero in particolare in Inghilterra

L’inizio della raccolta del Mais Nostrano è stata l’occasione per Birra Peroni di fare una festa coinvolgendo gli agricoltori che fanno parte della sua filiera. Quando la mietitrebbia è entrata in azione e ha iniziato a separare i chicchi del mais è, di fatto, partita la nuova produzione della birra Nastro Azzurro. Il Mais Nostrano, infatti, è uno degli ingredienti principali di questa birra, e quello che la caratterizza per il sapore e il colore. Si tratta di un prodotto d’eccellenza del nostro Paese, una varietà storica, che è stata recuperata grazie al lavoro e all’esperienza dell’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura di Bergamo.

Il Mais Nostrano è fondamentale per ottenere il sapore finale della Nastro Azzurro

La filiera che fornisce la materia prima per la Nastro Azzurro comprende circa 1000 ettari coltivati con questa tipologia di cereale, in Piemonte, Lombardia e Veneto: un totale di 130 aziende agricole, con una produzione complessiva di circa 9 tonnellate di Mais Nostrano. Qui, alle porte di Bergamo, alla Cascina Fenatichetta, viene inoltre svolto anche tutto il lavoro di ricerca per selezionare le varietà che meglio si adattano alla coltivazione, mantenendo inalterate le caratteristiche organolettiche delle birra. In natura non c’è niente di immobile e immutabile, ma tutto evolve; quindi Birra Peroni continua a studiare come la genetica del mais varia, così da non farsi trovare impreparata di fronte a possibili cambiamenti nell’ambiente (parassiti più resistenti, funghi più aggressivi, siccità per esempio), ma poterli affrontare.

La Nastro Azzurro nasce nel 1963 e si impone sin da subito come una birra “mediterranea” adatta al clima italiano, caratterizzata da un aroma di luppolo, con un gusto secco, rinfrescante e dissetante. Oggi è la birra italiana più bevuta all’estero, soprattutto in Inghilterra, Australia e Stati Uniti. Viene prodotta seguendo la tecnica della doppia decozione, cioè viene ripetuta due volte la bollitura del malto macinato per avere una bevanda più leggera, di facile beva, e della tripla luppolatura. Il luppolo scelto è il Saaz-Saaz della Repubblica Ceca, uno dei luppoli più importanti e caratteristici al mondo. Da bere fresca e, consiglio del mastro birraio, da tenere lontano dalla luce del sole. Ma questo vale in generale: le birre non amano abbronzarsi, la luce del sole può alterarne il sapore.