Durante l’Operazione Estate Tranquilla i Nas nei luoghi di vacanza in Abruzzo hanno trovato diverse irregolarità. Cibi mal conservati la più comune

Estate, tempo di divertimento e relax, ma non per le Forze dell’Ordine che stanno vigilando sulla nostra sicurezza, anche quella alimentare. Perché è facile durante il periodo estivo per alcune persone, soprattutto nelle zone turistiche, cadere in tentazione e provare a fregare il prossimo: c’è più gente, c’è voglia di superare i limiti, c’è voglia di divertirsi. Terreno fertile per persone con pochi scrupoli. Per questo i Nas di Pescara hanno intensificato i controlli nell’ambito dell’Operazione Estate Tranquilla 2016.

Chiuso un caseificio in provincia dell’Aquila

I Carabinieri dal Nas in Abruzzo hanno visitato e controllato, assieme al personale delle Asl di competenza, 21 stabilimenti balneari, 14 agriturismi, 6 pescherie, 4 caseifici e 6 camioncini che servivano da mangiare e bere lungo le strade. In particolare hanno cercato di fare opera di prevenzione e repressione del fenomeno del “Binge Drinking”, fenomeno che sta prendendo piede, specialmente tra i giovani, di bere tanto e velocemente sino a stordirsi. Per questo sono stati controlli diversi camioncini che lungo le strade, spesso in prossimità dei locali notturni, vendono da mangiare e da bere, in particolare alcolici.

Due di questi sono stati immediatamente sospesi per gravi mancanze igienico sanitarie nella conservazione e produzione degli alimenti, da questi sono stati sequestrati 50 kg di alimenti conservati in ambienti insalubri e a temperatura sbagliata. I controlli, come visto, hanno coinvolto anche gli stabilimenti balneari sulla costa adriatica. In due di questi, nei bar-ristoranti al loro interno, sono stati sequestrati 300 kg di carne, pesce e verdure conservati in condizioni igieniche pessime. L’Asl, in un caso, ha chiuso l’esercizio per le gravi carenze sanitarie.

L’azione dei Nas ha interessato anche le pescherie e in provincia di Teramo ne è stata trovata una con annessa ristorazione che serviva alimenti surgelati spacciandoli per freschi. Per questo motivo il titolare è stato denunciato all’autorità giudiziaria.

Questa operazione, inoltre, ha interessato anche le attività produttive. In provincia dell’Aquila è stato chiuso un caseificio perché non rispettava le norme igienico sanitarie. In questo caso sono stati trovati 300 kg di prodotti lattiero caseari mancanti delle informazioni relative alla rintracciabilità.

Al termine dell’operazione sono state sequestrate merci per 85mila euro e locali per un valore di 2 milioni di euro.