Sono stati controllati 19 locali etnici in Abruzzo, 5 sono stati chiusi per problemi igienico-sanitari. distrutti 400mila euro di derrate alimentari

Ristoranti etnici abruzzesi sotto controllo da parte dei Nas, con risultati non incoraggianti. Durante una operazione di controllo, disposta dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, i militari del Nas di Pescara hanno ispezionato diversi locali etnici dislocati sul territorio della Regione Abruzzo. Questa attività è stata fatta per verificare il rispetto delle procedure di preparazione dei prodotti alimentari da consumare crudi, dell’autocontrollo e della rintracciabilità degli alimenti utilizzati.

Trovate delle vere cucine da incubo

Quello che è stato trovato non è stato bello: cucine in pessime condizioni igienico-sanitarie, procedure di autocontrollo aziendale inosservate o mai predisposte, utilizzo di alimenti carenti di informazioni utili per ricostruirne la rintracciabilità. In collaborazione con il personale delle vari Asl di competenza territoriale sono state sospese 5 ristoranti, perché trovati in precarie condizioni igienico-sanitarie. I locali utilizzati per la preparazione degli alimenti erano fatiscenti, pavimenti con residui di lavorazione e unto non rimossi da tempo, cappe aspira-odori intasate da grassi solidificati, attrezzature attinte da ruggine e muffe, presenza di ragnatele agli angoli dei soffitti. Insomma, cucine da incubo che avrebbe fatto gridare allo scandalo anche Gordon Ramsay o il nostro Antonino Canavacciulo.

Tra l’altro, sono stati distrutti circa 650 kg di alimenti, dal pesce alla carne, passando per frutta e verdura, per un valore di 400mila euro. Tutti erano senza informazioni che permettessero di ricostruire la rintracciabilità, condizione necessaria nell’ambito della sicurezza alimentare. Sono 19 gli esercizi commerciali ispezionati tra ristoranti etnici, sushi wow e preparazioni di kebab.

Nel dettaglia sono state 27 le infrazioni in materia di autocontrollo e carenza di requisiti igienico sanitari. Le sanzioni amministrative sono di 35mila euro e i titolari sono stati deferiti alle competenti Autorità Sanitarie e Amministrative.