I Nas di Bologna chiudono due aziende e sequestrano oltre 6 tonnellate di alimenti senza traccibilità o scaduti da anni, tra questi tartufi e funghi porcini

Continua senza sosta l’attività di controllo delle Forze dell’Ordine lungo la filiera agroalimentare italiana. I Carabinieri del Nas di Bologna hanno dato via all’operazione Sapori d’Autunno e svolto una serie di controlli tra oltre 30 aziende che operano con gli alimenti tipici dei mesi autunnali nelle provincie di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 25mila euro

Al termine di questa attività di controllo e ispezione sono state sospese due attività commerciali, una in provincia di Bologna e una nel ravennate, per le gravi carenze igieniche riscontrate e sono state sequestrate 5 tonnellate di alimenti tra cui carni suine e bovine, selvaggina, salumi, formaggi, funghi e tartufi per un valore superiore a 300mila euro.

I carabinieri, inoltre, hanno trovato in altre due aziende oltre 150 kg di tartufo e circa 2 tonnellate di carni, salumi e spezie privi di tracciabilità o scaduti, anche da diversi anni. Le analisi di laboratorio hanno evidenziato la presenza di Piombo superiore alla norma all’interno di sughi e ragù a base di selvaggina. Per questo motivo sono state sequestrate circa 3000 confezioni in cinque aziende dislocate tra le province di Bologna e Forlì-Cesena. In queste ultime realtà sono stati sequestrati anche 300 kg di funghi porcini congelati e tartufi sott’olio, e 800 kg di confetture e sughi a base di funghi, tutti privi di tracciabilità e scaduti da diversi mesi.

«I prodotti sequestrati – ha spiegato il maggiore Umberto Geri dei Nas di Bologna – dove era possibile stabilire la provenienza erano italiani o dell’Europa dell’Est, negli altri casi la mancanza di tracciabilità ha reso impossibile risalire all’origine. Anche tra i tartufi erano di origine sconosciuta e abbiamo trovato anche terfenzia (un fungo che assomiglia al tartufo, ma è molto meno pregiato - ndr) che è stata usata per realizzare prodotti a base di tartufo, ma senza la presenza del prezioso fungo. Stiamo ancora cercando – ha sottolineato il maggiore – l’origine degli ingredienti contaminati da piombo».

L’attività costante sul territorio da parte delle Forze dell’Ordine, oltre al lavoro svolto dal sistema di allerta rapido europeo (Rasff), garantiscono il consumatore finale da realtà senza scrupoli che pur di guadagnare non guardano in faccia a nessuno, nemmeno alla salute.