Le Cantine Ceci propongono uno spumante di uve Chardonnay, il Náni di Otello, in una bottiglia particolare che ricorda quelle usate per i profumi

Se «la prima impressione è quella che conta» allora il nuovo Náni di Otello, delle Cantine Ceci ha già vinto e stravinto. Stiamo parlando di uno spumante metodo martinetti, ottenuto da uve Chardonnay, che viene presentato in una bottiglia molto particolare, che ricorda quelle dei profumi.

Disponibile in due versioni: Brut ed Extra Dry

Subito l’occhio cade sul ricercato design della bottiglia: una base quadrata, i lati morbidi e bombati, l’assenza di spigoli, l’etichetta ottagonale bianco/oro o nero/oro (secondo la versione) e la capsula nera con dettagli in oro. Tutto fa pensare al lusso, all’esclusività e all’eleganza. Un progetto che è nato dallo studio delle bottiglie di profumo, dalla constatazione che un contenitore elegante e curato valorizza ancora di più in contenuto. Per chiudere in bellezza, o meglio per avvolgere con eleganza questa bottiglia, è stato creato un involucro particolare: quattro petali bianchi e neri che vengono tenuti assieme da un collarino, che si apre e forma un fiore con al centro il Náni di Otello.

L’enologo Nico Danesi ha creato un vino anch’esso senza spigoli, piacevole da bere, come un buon Martinotti, o Charmat, può essere. È disponibile in due versioni: Brut o Extra Dry. Viene prodotto usando uve Chardonnay, tecnicamente viene effettuata una pigiatura soffice, dal mosto si rimuovono le vinacce dopo un’ora e la fermentazione avviene a temperatura controllata. Dopo un periodo di maturazione in barrique di rovere francese avviene la rifermentazione in autoclave. Sono entrambe bottiglie millesimate 2014. Il Brut è ideale come aperitivo e con i salumi della tradizione parmigiana, mentre l’Extra Dry si sposa anche con pesce e crostacei, anche crudi.

Una curiosità sul nome. È un omaggio che le Cantine Ceci hanno fatto a Bruno e Giovanni Ceci, figli del fondatore Otello. Loro avevano l’abitudine di chiamare i piccoli della famiglia con l’espressione dialettale náni. Oggi i náni di allora, i figli Maria Paola, Alessandro, Maria Teresa e le nipoti Elisa e Chiara, gli hanno reso omaggio con questa bottiglia.