Il simbolo della pallacanestro italiana, Carlton Myers, premiato all’Expo come campione dello sport che bene ha rappresentato i valori di «Fruitness, enjoy it!», il progetto europeo che intende promuovere il consumo di frutta. Il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: «I consumi interni dell’ortofrutta sono in contrazione, ma l’export vola: occorre aprire nuovi mercati»

«Da cinque anni ho smesso con il basket, ma non ho smesso con l’attività di allenamento, che è costante. E continuo a seguire un corretto stile di vita, a cominciare da un’alimentazione sana basata su frutta e verdura, anche se mi piace più la prima della seconda». Così si è espresso Carlton Myers autentico fuoriclasse del basket italiano, premiato all’Expo come modello di riferimento del progetto europeo «Fruitness, enjoy it!» che mira a promuovere il consumo di frutta in cinque Paesi europei. L’ex cestista della nazionale italiana, nato a Londra da padre caraibico e madre pesarese, oggi impegnato come conduttore e commentatore televisivo, è stato un formidabile campione, capitano della nazionale con cui ha vinto gli Europei, e un mito per la Fortitudo Bologna di cui divenne leader.

Un uomo che ha saputo rappresentare i principi fondanti del progetto «Fruitness» avendo fatto del consumo di frutta e dell’attenzione ai valori veri dello sport e del benessere un pilastro del proprio stile di vita. «Combatto una guerra quotidiana con mio figlio per fargli imparare a mangiare frutta e verdura. Ci raccomandano le cinque porzioni giornaliere: io se riesco a fargliene mangiare una è un successo. Tante madri dovrebbero invitare i propri figli a fare attività fisica e mangiare più frutta e verdura. Il mio impegno più grande oggi – ha aggiunto – è quello di creare le opportunità per tutti di praticare sport. Credo che lo sport sia una scuola di vita impareggiabile, in grado di far crescere i bambini più forti e sicuri. E nelle scuole di sport non può mancare l'educazione alimentare con un'attenzione particolare rivolta a frutta e verdura».

Sport e una sana e corretta alimentazione, ricca di frutta e verdura, devono viaggiare sempre insieme

 

A consegnare il premio a Myers è stata l’azienda Apofruit Italia, sede a Cesena, socio di Cso, sostenitore del progetto co-finanziato dall’Unione Europea. «Abbiamo 55 anni di storia – ha raccontato il presidente, Mirco Zanotti –. Siamo fortemente vocati all’export (100 milioni su 213 milioni di fatturato), esportiamo anche in Cina, Hong Kong, Taiwan. Oriente e Medio Oriente ci chiedono soprattutto il kiwi (l’Italia è tra i principali produttori - ndr); in Europa, in Paesi come la Germania, esportiamo, in particolare, fragole, pesche. Dei nostri 3330 soci, 800 hanno il marchio biologico tanto che siamo leader nel settore col marchio Almaverde Bio. I consumi nel biologico – ha sottolineato – sono in aumento. Per noi poi il settore dell’innovazione è fondamentale. Per dare valore alla produzione serve proporre nuovi prodotti distinguibili sul mercato. A breve ci potrebbero essere varietà di frutta che oggi non ci sono in commercio».

 

La via dell’export è la soluzione indicata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, intervenuto all’evento, per arginare il fenomeno della contrazione della produzione ortofrutticola italiana (-33 per cento negli ultimi quindici anni, +37 per cento quella straniera nello stesso periodo). «Occorre innanzitutto aprire nuovi sbocchi. Laddove si va a investire, i mercati volano (e la mia regione più di tutti), eccezion fatta per la Russia, a causa dell’embargo, che poi era una delle destinazioni dove si esportava di più. E poi serve aumentare i consumi interni: e lì deve ripartire il Paese. Dopo sette anni di recessione l’Italia torna a crescere, dicono i dati. E questo può aiutare le famiglie a spendere di più anche nell’alimentazione. Noi inoltre – ha aggiunto – dobbiamo investire molto nella ricerca e innovazione. Tre mesi fa Bruxelles ci ha dato il via libera per spendere fino al 2020 tutti i fondi Ue di programmazione: per la mia regione sono 2,5 miliardi. Di questi la metà, un miliardo e centonovantamilioni andranno per lo sviluppo rurale: agricoltura, agroalimentare e agroindustria. Sono fondi che metteremo a disposizione dei territori, enti locali, imprese, mondo del lavoro e ricerca. L’agroalimentare – ha fatto notare – vale per l’Emilia Romagna 5,5 miliardi di export, e sta crescendo. E cresce enormemente il turismo alimentare, legato al buon cibo. Con 41 prodotti Dop e Igp la mia regione è sul tetto dell’Europa. Abbiamo appena sottoscritto un contratto di collaborazione con la provincia del Guandong, la più ricca e popolosa della Cina, 106 milioni di abitanti. Daremo a loro una mano innanzitutto sulla sicurezza alimentare, e questo può aprire scambi commerciali. A ottobre, inoltre verranno 150 imprenditori all’Expo e li porteremo anche in Emilia Romagna. A novembre andremo in missione con le industrie negli Usa. L’accordo di libero scambio con l’America ha alcune ombre ma anche luci, io voglio vedere le luci».