Operazione dei Carabinieri del Nas di Bari che hanno sequestrato 3 tonnellate di cagliata estera mal conservata in un caseificio nella Murgia barese

Nei banchi frigo sarebbe stata venduta come mozzarella italiana, ma di italiano aveva solo il modo truffaldino di produzione. I Carabinieri del Nas di Bari hanno sequestrato, in una azienda casearia della Murgia barese, 3 tonnellate e mezzo di cagliata di provenienza estera, tedesca e irlandese, in pessimo stato di conservazione e priva delle specifiche di legge. Questo intervento è nato nell’ambito di una serie di controlli disposti in tutto il Paese dal Comanda Carabinieri per la Tutela della Salute su latte e derivati.

Etichette trasparenti per evitare sorprese sgradite

I prezzi di vendita di alcuni prodotti, ritenuti dagli inquirenti non compatibili con i costi della materia prima e della gestione del caseificio, hanno insospettito e fatto scattare i controlli. Grazie a questa operazione è stato impedita l’immissione in commercio di prodotti caseari potenzialmente pericolosi per la salute del consumatore, per un valore di circa 90mila euro. Il titolare dell'attività, un cittadino barese di 59 anni, è stato deferito all' Autorità giudiziaria per aver detenuto alimenti in cattivo stato di conservazione.

Questo episodio fa emergere come in Italia, secondo i dati di Coldiretti, una mozzarella su quattro non è ottenuta direttamente dalla lavorazione del latte, ma da semilavorati industriali, le cosiddette cagliate, che provengono dall’estero senza alcuna indicazione in etichetta.

«Di fronte a questa escalation di truffe e inganni – ha affermato Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti – per salvare il Made in Italy non c’è più tempo da perdere e occorre rendere subito obbligatoria l’indicazione di origine del latte in tutti i prodotti lattiero caseari per garantire la trasparenza dell’informazione e la salute dei consumatori».

«In Puglia – ha spiegato Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia – a fronte dei 1.939 allevamenti che producono 3,6 milioni di quintali di latte bovino, le importazioni di latte dall'estero raggiungono i 2,7 milioni di quintali e i 35 mila quintali di prodotti semi-lavorati quali cagliate, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari che vengono, poi, 'manipolati' e trasformati in prodotti lattiero-caseari 'made in Puglia'. Per questo in soli dieci anni hanno chiuso circa 3.800 stalle, una agonia veloce e drammatica degli allevamenti, con un crollo pari a oltre il 58 per cento del patrimonio zootecnico pugliese. La straordinaria azione di controllo delle forze dell'ordine non basta più. Deve essere accompagnata da misure strutturali»

Il consumatore è convinto di comperare una mozzarella fatta con il latte delle mucche di un determinato territorio, e invece si trova ad acquistare altro. Poi si verifica anche una distorsione dei prezzi di vendita che danneggia tutto il mercato, sia i clienti sia gli allevatori e i produttori seri.