Il progetto MedDiet coinvolge tutti i Paesi che si affacciano al Mediterraneo e ha l’obiettivo di diffondere la Dieta Mediterranea e i suoi benefici. Egitto, Libano e Tunisia vogliono entrare a far parte dei Paesi patrimonio Unesco

La Dieta Mediterranea è da diversi anni patrimonio dell’umanità, tutelata dall’Unesco. Oggi è anche al centro di un importante progetto per la sua diffusione e riscoperta anche tra le generazioni più giovani e che coinvolge i paesi che si affacciano al Mediterraneo. Il progetto MedDiet - Dieta mediterranea e la valorizzazione dei prodotti alimentari tradizionali, che fa parte del più vasto programma Enci Cbc Bacino del Mediterraneo e finanziato con 4,49 milioni di euro dall’Unione Europea, è gestito dalla Sardegna, assieme ad altri 94 progetti. L’obiettivo di questo progetto è quello di aumentare la consapevolezza dei consumatori e delle piccole e medie imprese sui benefici della Dieta Mediterranea

«MedDiet – ha dichiarato Anna Catte, direttore dell’Autorità di Gestione – sta contribuendo a dimostrare che i benefici della Dieta Mediterranea non si riflettono soltanto sulle persone, ma anche sulle economie locali e sta rafforzando lo spirito di coesione interna oltre che l’identità dei Paesi coinvolti».

Facilitare l'aggregazione e la convivenza attraverso il denominatore comune della Dieta Mediterranea

A Expo, nei giorni scorsi, c’è stato un momento di aggregazione e confronto dei sei Paesi coinvolti nel progetto che hanno firmato la Dichiarazione per la Tutela e la Promozione della Dieta Mediterranea. In questa occasione Egitto, Libano e Tunisia, dopo aver partecipato a MedDiet, hanno chiesto all’Unesco di entrare a far parte dei Paesi della Dieta Mediterranea. In questo modo si vogliono rafforzare le opportunità di dialogo tra queste diverse realtà a partire da un comune denominatore: il cibo, la convivialità, gli stili di vita, ma sempre nel rispetto delle reciproche diversità.

La Dieta Mediterranea insegnata a scuola, proposta nei ristoranti, resa fruibile attraverso app per smartphone, ma principalmente la Dieta Mediterranea come strumento di pace e di aggregazione. «Si tratta di una grande opportunità di pace – ha aggiunto Enrico Lupi, presidente dell’Associazione Città dell’Olio – Un progetto il cui percorso ha avvicinato i Paesi portando benefici sia in termini di qualità dello stile di vita ma anche alle economie dei territori. Un tema comune, quello della Dieta Mediterranea, che unisce le due sponde del Mediterraneo e si candida a diventare un esempio per valorizzare ciò che siamo e che rappresentiamo».

Al progetto MedDiet, di durata triennale, partecipano Italia, Grecia, Spagna, Egitto, Libano e Tunisia. Saranno coinvolti ben 118.000 consumatori, 4.800 bambini e ragazzi di 160 istituti scolastici, 1.200 insegnanti, 355 funzionari di istituzioni politiche nazionali, 240 ristoratori, 160 dirigenti scolastici, 160 promotori di enti locali e 20 funzionari delle Camere di Commercio. Un piccolo esercito che avrà il compito di trasmettere agli altri i benefici dellaDieta Mediterranea, trasformandola in qualcosa di più di una ricetta, dovranno farla diventare uno stile di vita.