Lo chef Massimo Bottura lancia l’associazione Food for Soul, per l’apertura di mense per i poveri. Da maggio collaborerà con l’Antoniano di Bologna

Il tempo degli chef che si esprimono solo con le loro ricette è finito. La nuova ricetta contempla etica, estetica, responsabilità, consapevolezza e cultura. Perché cucinare può essere una risposta alle necessità delle comunità locali. «Chefs are more than the sum of their recipes. Cooking is a call to act». Cucinare è un appello ad agire. Il pensiero è di Massimo Bottura, chef tre stelle dell’Osteria Francescana di Modena, al secondo posto nella lista dei World’s 50 Best Restaurants. Ed è stato espresso in un discorso emozionante davanti al pubblico del Sydney Opera House, dove ha preso parte all’edizione australiana del Mad Symposium con altri pensatori del sistema agroalimentare contemporaneo.

Combattere fame, povertà e sprechi, la nuova ricetta firmata Bottura

Bottura nell’occasione ha presentato Food for Soul, un’organizzazione non-profit da lui stesso fondata che mira ad accrescere la consapevolezza sociale su temi come lo spreco alimentare e la fame. Lo scopo è incoraggiare le organizzazioni private e pubbliche a creare mense in tutto il mondo e promuovere il valore del recupero.

L’impegno prende vita attraverso la realizzazione e la promozione di iniziative in collaborazione con chef, artigiani, artisti, designer ed enti. L’organizzazione, in sostanza, raccoglie fondi per ristrutturare spazi abbandonati in aree periferiche e marginalizzate, e coinvolge persone dalle diverse esperienze per creare spazi inclusivi: chef, anche stellati, che danno il loro contributo con volontari, designer e architetti; aziende partner che offrono prodotti di eccedenza di qualità. Un lavoro sinergico che genera interscambio, diffonde bellezza in un gesto sociale di aiuto a chi è in difficoltà. Gli ospiti vengono serviti direttamente al tavolo da volontari e chef in un ambiente familiare. Il materiale da tavola usa e getta viene sostituito da piatti e stoviglie di ceramica.

Dal 9 maggio l’associazione collaborerà con la mensa dell’Antoniano di Bologna che serve 130 pasti al giorno, 7 giorni su 7 ma che a causa, della crisi, ha bisogno di un supporto maggiore. La mensa sarà aperta anche a cena per le famiglie in difficoltà. Tutti i lunedì ci sarà una tavola per circa 60 ospiti, fra cui anche bambini. L’iniziativa è resa possibile grazie anche alla collaborazione dell’associazione Chef to Chef dell’Emilia-Romagna: oltre 40 cuochi che si alterneranno nell’arco dell’anno in un servizio completamente gratuito. E il 4 agosto Food for Soul aprirà un refettorio a Rio de Janeiro in occasione dei prossimi Giochi Olimpici.

Food for Soul vuole essere lo step ulteriore dopo l’esperienza di Expo con il Refettorio Ambrosiano: una mensa per poveri in un teatro abbandonato, che ha portato 60 chef internazionali a cucinare le eccedenze dei padiglioni (per l’iniziativa Bottura è stato premiato nel gennaio 2016 come Chef Europeo dell’Anno da Madrid Fusion). Durante i sei mesi di Expo cento volontari hanno servito oltre diecimila pasti recuperando oltre 15 tonnellate di cibo. Oggi il Refettorio Ambrosiano, gestito dalla Caritas milanese, continua a servire pasti ai senzatetto della città per cinque giorni alla settimana.