Nell’incanto del Parco della Valle del Curone, tra le colline brianzole, si tiene in questi giorni la diciottesima edizione di “L'ultima luna d'estate”, festival di teatro popolare e di ricerca dove la cultura si mescola all’enogastronomia e a raffinate degustazioni. Dal «Pranzo di Babette» alla «Cena con i Promessi Sposi», si susseguono appuntamenti golosi tra curiose e stimolanti contaminazione letterarie

Fare teatro parlando di cibo, o meglio, degustandolo? Da diciotto anni la formula della contaminazione è la carta vincente del Teatro Invito (compagnia di rilevanza artistica nazionale, riconosciuta dal ministero per i Beni e le attività culturali) che, in collaborazione con quindici Comuni e diversi enti pubblici tra cui il Parco Regionale di Montevecchia e Val Curone e il Consorzio Brianteo di Villa Greppi, organizza «L’ultima luna d’estate» (dal 28 agosto al 13 settembre).

L’edizione di quest’anno è dedicata al cibo sostenibile e all’arte dell’ospitare: «Per nutrire il pianeta – spiega il direttore artistico Luca Redaelli – forse il primo passo è invitare a cena il prossimo». Il festival del teatro popolare mescola cultura ed enogastronomia a fascinazioni ambientali e turistiche. Si svolge nei luoghi da favola del Parco del Curone, tra le colline di una Brianza che sembra la Toscana, a soli 40 minuti da Milano. Il ricco calendario offre perfomance teatrali, incontri, cene, degustazioni, aperitivi, concerti, passeggiate letterarie, mercatini, laboratori: un mix variegato di attrazioni ospitate in luoghi di grande fascino, storiche cascine, chiostri, chiese, ville, ex monasteri ed ex conventi, parchi, ristoranti. Nelle edizioni precedenti si sono avvicendati artisti quali Moni Ovadia, Davide Riondino, Laura Curino, Nanni Svampa, Licia Maglietta, Davide Van de Sfroos, per citarne alcuni, nonché attori e musicisti provenienti da diversi Paesi del mondo.

Arte e gastronomia insieme per momenti indimenticabili

Tra gli appuntamenti da non perdere, una riedizione, in uno spettacolo-convivio, dell’indimenticabile «Pranzo di Babette», narrato da Karen Blixen nell’omonimo racconto. Gli chef Marco Mori (Cascina Costa) e Luca Dell’Orto (Ristorante Hotel San Gerolamo) prepareranno la sontuosa cena per il pubblico, che sarà disposto attorno a un tavolo, rivisitata in chiave territoriale (3 settembre, Galbusera Nera, Monte di Rovagnate, costo 90 euro). Lo spettacolo, riadattato da Francesco Niccolini, è interpretato da Laura Curino e Mirko Artuso. Il menu prevede brodo di vitello con bisque di gamberi di fiume e pesce di lago marinato, saraceno demidoff soffiato, salmone all’aneto e gelato alla panna acida, quaglia con tartufo nero, insalata del raccoglitore in sfera di lattuga e noci, formaggi, savarin, frutta e sue consistenze, caffè con tartufi al rum, piccola pasticceria. La cena sarà accompagnata da Solesta 2004 La Costa (un vino affinato in tini d’acacia che gli conferiscono una nota di miele), Bollicine Brianzole Terrazze di Montevecchia e Valtellina Superiore Dirupi. Per chi è appassionato di archeoastronomia, scienza che combina gli studi astronomici a quelli archeologici, sopra la Cascina Galbusera Nera si ergono due delle tre «piramidi» lombarde, un mistero che ha scomodato persino il National Geographic (vedi articolo dedicato sulla rivista De-gustare).

«A cena con i Promessi sposi» è invece la proposta-spettacolo del 7 settembre (Ristorante Passone, Montevecchia). Numerosi sono i passi dei «Promessi Sposi» dove si parla di cibo: dalla polenta bigia al brodo di cappone. I piatti della tradizione lecchese e lombarda del Seicento citati nel romanzo, le pietanze e i vini di Brianza e Lombardia amati da Alessandro Manzoni (appassionato di viticoltura e raffinato gourmand) saranno gustati in una cena-spettacolo, che vedrà l’alternarsi della degustazione delle pietanze con le note storiche e gli interventi teatrali. Il menu prevede mondeghili (polpette di carne, il termine, di derivazione araba, rimanda a un’eredità spagnola) e polpette di verza su crema di patate nostrane; zuppa di cappone con crostone di pane; stufato di manzo alla brianzola con polenta saracena; torta rustica di mele. Il tutto annaffiato da un Passonino Rosso prodotto dalla cantina del ristorante con un uvaggio di vitigni tipici della zona.

Tra gli altri appuntamenti legati al cibo, gli spettacoli di Pino Petruzzelli («Chilometro zero»), Davide Riondino («Cibus»), Mariella Fabbris («Il cibo degli angeli», ispirato a «I volatili del Beato Angelico» di Antonio Tabucchi messo in scena preparando gli gnocchi), I sacchi di sabbia («Sandokan o la fine dell’avventura»), Elena Guerrini («Orti Insorti», un teatro ecologico civile). E ancora «Di Bacco il licor divino» (recital con degustazione a cura di Luca Radaelli e Mauro Rossetto: poesia alta e canzoni popolari sul tema del vino vengono associati alla degustazione di alcune grandi etichette), «Nasce nell’acqua ma muore nel vino, parole e canti dalla risaia», «Veglia d’amore e di vino» (il vino è protagonista per raccontare dell’Amore in tutte le sue declinazioni), Gulash Concerto (musica e cucina, si degusta il piatto tradizionale ungherese preparato da un autentico violinista magiaro). Chi vuole farsi quattro risate non può perdersi lo spettacolo di Paolo Hendel con il suo Carcarlo Pravettoni (il 12 settembre, «Come truffare il prossimo e vivere felici»).