Rrr è un progetto nato per creare un metodo di produzione di uve e vino rispettoso dell’ambiente. Nasce in Valpolicella, ma ha come orizzonte l’Italia

Riduci, risparmia e rispetta. Tre parole che insieme diventano un modo diverso di fare viticoltura. Oggi la Valpolicella, una delle aree più attive e importanti nel panorama enologico nazionale, ha intrapreso un nuovo percorso verso la sostenibilità. Il progetto Rrr (Riduci, risparmia e rispetta) vuole far diventare questo territorio del Veneto un punto di riferimento per una agricoltura attenta all’ambiente.

In molti mercati i prodotti attenti alla sostenibilità vengono premiati dai consumatori

I viticoltori che hanno aderito al progetto dalla durata di tre anni, a partire dal 2016, hanno iniziato un percorso che ogni anno gli permetterà di usufruire del “Certificato del prodotto” relativo a uve o vino. In questo documento si attesta che questi due prodotti sono stati ottenuti attraverso processi che rispettano l’ambiente e il territorio.

Rrr è, dunque, una certificazione di produzione integrata promossa dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella destinata a valorizzare tutti qui produttori che vogliono percorrere questo percorso virtuoso e sono in grado di rispondere così alle richieste dei consumatori di prodotti che tutelano sempre di l’ambiente. Questa certificazione è volontaria e non si antepone al sistema Valpolicella, quest’ultimo rientra nel campo della certificazione obbligatoria regolamentata a livello europeo.

A questo progetto partecipano oggi oltre 60 aziende, una ventina hanno già ricevuto la certificazione, e interessa 600 ettari. Come ha fatto notare Christian Marchesini, presidente del Consorzio, l’obiettivo è quello di raggiungere il 60 per cento delle cantine di questo territorio.

L’export per la Valpolicella rappresenta una grossa fetta del mercato, soprattutto nei Paesi del Nord Europa come Norvegia, Svezia e Germania, e Oltreoceano in Canada, Usa e Giappone. Paesi questi che prestano una particolare attenzione alle produzioni agroalimentari eticamente corrette. La certificazione Rrr può dunque diventare una chiave per aumentare l’interesse per questi vini.

La sostenibilità, secondo una ricerca del Sole 24ore, sarà uno dei fattori di successo nel mercato, saranno sempre di più i consumatori che premieranno le realtà che realizzano prodotti con uno sguardo attento all’ambiente e all’etica. Il progetto Rrr può essere un importante banco di prova per riuscire a elaborare un modello di certificazione capace di favorire lo sviluppo socio economico ed essere, al contempo, vincente sul mercato. Al termine del progetto si vuole esportare anche ad altre aree vinicole del veneto e dell’Italia la metodologia elaborata, così da poter far avere un vantaggio competitivo a tutto il sistema Italia.