Sarà visitabile sino a fine ottobre Jellyfish Barge, la serra galleggiante in grado di dissalare l’acqua e permettere la coltivazione senza sprecare terreno ed energia. Si tratta di un progetto tutto italiano capitanato dal professor Stefano Mancuso dell’Università di Firenze

Il tema di Expo è “nutrire il pianeta”, ma per farlo nel modo migliore bisogna tenere che la popolazione aumenterà nei prossimi anni e quindi tutti i territori saranno sottoposti a una pressione antropica maggiori. La terra diventerà un bene sempre più prezioso e gli spazi per le colture si ridurranno. Perché allora non sfruttare l’acqua e creare campi galleggianti “autosufficienti”? La risposta a questa domanda, retorica naturalmente, è il Jellytfish Barge. Si tratta di un progetto italiano, unico al mondo. Una serra galleggiante, realizzata in modo modulare, in grado di dissalare l’acqua necessaria alle piante attraverso l’energia del sole. La superficie disponibile è di 70 metri quadrati e grazie al sistema idroponico permette di coltivare le piante senza uso del terreno e risparmiando così enormi quantità d’acqua e anche di energia.

Jellyfish Barge sarà installata nella rinnovata Darsena di Milano sino al 31 ottobre. Sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 14.00 alle ore 19.00, le scuole che vogliono visitarla possono farne richiesta a , la realtà che ha curato l’installazione.

Una soluzione tutta italiana per una agricoltura sostenibile

«Siamo particolarmente orgogliosi di questo progetto perché abbiamo avuto l’onore di presentare Jellyfish Barge durante la scorsa edizione di Seeds&Chips – afferma Marco Gualtieri, presidente e ideatore di Milano Cucina e di Seeds&Chips – e la Darsena di Milano, nel periodo di Expo 2015, è il luogo ideale per comunicarlo a livello internazionale, contribuendo così a valorizzare l’impatto di Expo e far diventare Milano, nonché l’Italia, un punto di riferimento del cibo e del futuro del cibo».

La serra Jellyfish Barge è stata progettata della startup Pnat Srl che nasce all’Università di Firenze con un team guidato dal professor Stefano Mancuso e composto dagli architetti Antonio Girardi e Cristiana Favretto e dagli agronomi e botanici Elisa Masi, Camilla Pandolfi e Elisa Azzarello. Jellyfish Barge sfrutta lo spazio acqueo invece del terreno e i suoi dissalatori solari sono in grado di produrre fino a 150 litri al giorno di acqua dolce e pulita, che viene utilizzata per produrre frutta e verdura. Una singola serra può fornire cibo a due nuclei familiari mentre vari moduli affiancati, come un alveare, creano delle vere e proprie fattorie del mare. È una soluzione per i territori desertici costieri, ma può essere facilmente adattata a diversi altri ambienti acquatici.

Questo progetto ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali e internazionali, e fa parte anche delle dieci startup selezionate da Feeding the Accelerator, il programma di business accelerator del Padiglione Usa a Expo 2015 a cura dell’agenzia di innovazione e sviluppo AtelierSlice e supportato da Microsoft.