Una rassegna scientifica compilata a cura di Integratori Italia, mette in luce benefici e vantaggi per tutte le età

Secondo un'indagine di GfK Eurisko, sette italiani su dieci hanno usato un integratore alimentare a base di vitamine, minerali, estratti vegetali e probiotici. Quanto, però, siano efficaci è un tema dibattuto. Anche se di parte, una rassegna compilata da Integratori Italia (appartenente ad AIIPA, sezione di Confindustria), Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari), dimostra che sono molti i vantaggi per tutte le età.

Integratori Italia, più precisamente, ha pubblicato una sorta di stato dell’arte delle evidenze scientifiche più significative. È il frutto del lavoro, durato oltre un anno, di otto tra i maggiori esperti italiani che hanno realizzato la prima edizione della review sull’integrazione alimentare (il documento completo è scaricabile dal sito di Integratori Italia www.integratoriitalia.it). «Siamo orgogliosi di aver contribuito a realizzare quest’opera, che certamente non esaurisce un tema così ampio ma che costituisce un passo avanti per fare il punto e contribuire alla conoscenza scientifica sul ruolo degli integratori alimentari nei moderni stili di vita» ha affermato Alessandro Colombo, presidente di Integratori Italia.

Le piante più amate e richieste dai consumatori del nostro Paese sono aloe, finocchio, valeriana, ginseng, mirtillo, passiflora, melissa, guaranà, tarassaco, carciofo

Un indubbio punto a favore dell’utilità degli integratori è il Physicians’ Health Study II, citato nella review. Si tratta di uno tra i maggiori studi d’intervento, condotti recentemente, su una popolazione di oltre quattordicimila medici americani di cinquant’anni o più seguiti per undici anni nell’assunzione di un multivitaminico. Il risultato è stato una riduzione, modesta ma significativa, del rischio di tumori, soprattutto tra i soggetti in età più avanzata, oltre i settant’anni.

Alessandro Colombo, presidente di Integratori Italia

Alessandro Colombo, presidente di Integratori Italia

Va ricordato che tra i Paesi europei l’Italia si distingue per la più alta percentuale della popolazione con più di 65 anni: 21,4% contro una media europea del 18,5 %. «Gli ultimi dati presentati dall'Alzheimer Association – ha rilevato Giovanni Scapagnini, professore associato di Biochimica Clinica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi del Molise, autore di più di cento pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali – parlano di una triplicazione dei casi di Alzheimer da oggi al 2050, e per quella data si prospetta che nel mondo occidentale, un anziano su tre sia affetto da Alzheimer. Si tratta di numeri enormi, insostenibili per qualsiasi sistema sanitario. In quest’ottica, trovare delle sostanze che aumentano le difese naturali del cervello, rallentando la morte dei neuroni e prevenendo l’insorgenza di patologie cognitive, rappresenta sempre più una emergenza socio-sanitaria».

Tra queste sostanze il professore Scapagnini cita gli omega 3 in grado di «favorire la trasmissione nervosa». Tra le più interessanti, contenute anche in alimenti comuni, oggetto di ricerche sperimentali e cliniche, ce ne sono alcune appartenenti alla famiglia dei polifenoli quali «le antocianine e le procianidine del mirtillo, le catechine del tè, i flavanoli del cacao, il resveratrolo e la curcumina, il pigmento giallo che dà il colore al curry».

«Recenti studi epidemiologici dimostrano che in India – fa notare il professore – dove si fa ampio uso di curry e la curcumina è quotidianamente utilizzata nella dieta come spezia predominante, sia l’Alzheimer sia il Parkinson hanno un’incidenza bassissima rispetto ad altre parti del mondo (circa sette volte in meno degli Usa). Un recente studio clinico randomizzato, condotto su anziani sani – ha poi aggiunto – ha dimostrato inoltre che l’assunzione per tre mesi di cacao contenente alti livelli di epicatechine, non solo migliora le performance mnemonico-cognitive, ma attiva in maniera specifica le funzioni metaboliche dell’area cerebrale deputata all’acquisizione di nuove informazioni».

Altro grande problema, tipico dell'età avanzata, riguarda la prevenzione delle malattie cardiovascolari (la grande maggioranza egli eventi sia cardio che cerebrovascolari colpisce oltre i sessant'anni di età, e nella popolazione femminile in genere oltre i settant’anni) e un ruolo fondamentale lo gioca il colesterolo Ldl. «Numerosi integratori alimentari sono dotati di una documentata efficacia su questo parametro – ha sottolineato Andrea Poli, presidente della Nutrition Foundation of Italy –. Tra questi, particolarmente promettenti, sono i fitosteroli, integratori a base di “riso rosso fermentato”, beta-glucano e berberina».

Integratori alimentari

Integratori alimentari

Un largo consenso tra gli italiani stanno avendo gli integratori a base di erbe. «Secondo i risultati del Progetto PlantLibra, che ha coinvolto 2400 consumatori in sei Paesi europei – ha sottolineato Patrizia Restani, del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università degli Studi di Milano – oltre l’80% dei consumatori ha dichiarato di trarre beneficio dall’uso d’integratori a base di erbe, sempre o talvolta».

Le piante più amate e richieste dai consumatori del nostro Paese sono aloe, finocchio, valeriana, ginseng, mirtillo, passiflora, melissa, guaranà, tarassaco, carciofo. Tra le più utilizzate anche l’echinacea, originaria del Nord America: i risultati promettenti sulle affezioni respiratorie e sul sistema immunitario (spesso a seguito di un’influenza) sono stati confermati da molti lavori pubblicati anche su prestigiose riviste scientifiche, tra cui The Lancet.

Una situazione più controversa riguarda il capitolo dei probiotici. Da una parte, in virtù delle scoperte sul microbiota e sul microbioma, c’è la convinzione che rappresenteranno sempre più parte del cibo funzionale del futuro. Dall’altra rimane il dato che nessuna delle oltre duecento domande presentate all’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), per l’ottenimento di claims per prodotti contenenti probiotici, è stata finora accolta. Al momento l’Efsa si è espressa positivamente per le colture batteriche solo in relazione al miglioramento dell’assimilazione del lattosio in chi è intollerante ("Live cultures in yoghurt or fermented milk improve lactose digestion of the product in individuals who have difficulty digesting").

Sembra, inoltre, che dall’utilizzo mirato di alcuni integratori possa giovare in particolare la salute della donna. «Molti studi – ha sottolineato Vincenzo de Leo, Dipartimento di Medicina Molecolare e dello Sviluppo, Sezione di Ginecologia e Ostetricia, Università degli Studi di Siena – evidenziano una carenza cronica di alcuni elementi come ferro, acido folico, calcio, magnesio e molte vitamine. La ricerca oggi ci sta dando interessanti riscontri da integratori alimentari contenenti specifiche sostanze naturali, come per esempio la cannella per la dismenorrea, trattamenti a base di vitamina B1 per alleviare i sintomi fisici e psichici della sindrome premestruale, fitoestrogeni di origine vegetale in associazione a calcio, vitamina D, agnocasto, iperico per contrastare i sintomi neurovegetativi nella delicata fase della vita legata alla menopausa. Interessanti anche i dati relativi a sostanze come la caffeina, il retinolo, il loto (Nelumbo nucifera), la carnitina per il trattamento della cellulite».

Va infine ricordato che nella produzione d’integratori alimentari l’Italia vanta un elevato standard produttivo e un efficiente sistema di assicurazione della qualità, che li colloca ai primi posti in Europa. Un'altra eccellenza che viene riconosciuta al nostro Paese.