Per Aracne esce il saggio di Daniela Carlà sulla cucina come storia di potere maschile, tra patriarcato e lavoro di cura femminile
È arrivato in libreria e sulle piattaforme di vendita online Il cibo è servito. Donne, cucina, agricoltura, politica, saggio di Daniela Carlà pubblicato da Aracne. Il volume è l’undicesimo titolo della collana «Donne e Politica», diretta da Ginevra Conti Odorisio e Fiorenza Taricone, che firma anche la prefazione.
Carlà, già dirigente generale della Pubblica Amministrazione e cofondatrice di Noi Rete Donne, aveva già scritto di cucina in Polpettology (Manni Editori, 2018). Qui il tono cambia registro: la quarta di copertina lo definisce senza mezzi termini «un atto d’accusa contro il patriarcato».
Chi ha cucinato per amore, chi per mestiere
Il ragionamento di fondo parte da una distinzione semplice, quasi banale a dirla così, ma che il libro sviluppa capitolo dopo capitolo: c’è chi ha cucinato per necessità, dentro le mura di casa, e chi ha trasformato lo stesso gesto in una professione riconosciuta. Le donne, scrive Carlà, in cucina ci sono sempre state — per amore, spesso per obbligo. Gli uomini, quando sono entrati in cucina, ci hanno costruito sopra un intero sistema: la gastronomia come disciplina, le brigate, le stelle Michelin.
Risultato: lo stesso lavoro, a seconda di chi lo fa e dove lo fa, diventa o invisibile o prestigioso. Carlà la chiama una «gabbia dorata».

Le cucine dei ristoranti, tra gerarchie e molestie
Un capitolo affronta le condizioni di lavoro nei ristoranti — orari, brigate, gerarchie rigide — e i casi di bullismo e molestie che periodicamente emergono dalle cronache del settore. Il libro li legge come sintomo dello stesso sistema che regola anche la cucina domestica, solo con le insegne diverse.
Il discorso si allarga poi ai campi: agricoltura, filiera alimentare, il legame tra chi produce cibo e chi lo cucina.
La proposta: una sesta P, quella delle polpette
Il saggio non si ferma alla denuncia. Carlà propone di aggiungere una sesta P alle cinque dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite — Persone, Pianeta, Prosperità, Pace, Partnership. La sesta sarebbe Polpette: simbolo, scrive l’autrice, di un lavoro di cura che merita un posto al centro della politica, non ai suoi margini.
L’idea, ripresa dal capitolo XIV, chiede in sostanza di smettere di dividere il lavoro domestico e quello professionale lungo linee di genere.
Come è organizzato il libro
Diciassette capitoli, una prefazione di Fiorenza Taricone e un’introduzione dell’autrice. Si va dal rapporto tra cibo e letteratura ai dazi commerciali sui prodotti alimentari, dal riconoscimento Unesco alla cucina italiana al confronto tra piramide alimentare tradizionale e piramide rovesciata.
