L’edizione 2015 di Host ha raggiunto i 1900 espositori, molti quelli italiani che metteranno in mostra le proprie eccellenze nel campo della ristorazione e dell’ospitalità. Con una particolare attenzione all’export

L’appuntamento è per la fine di ottobre in Fieramilano a Rho, quando tutto il mondo della ristorazione e dell’ospitalità andrà a Host, la più importante manifestazione di settore che si svolge ogni due anni a Milano. Per i professionisti del settore sarà l’occasione per toccare con mano le novità e scoprire le tendenze nella ristorazione e non solo. Novità e tendenze che saranno in breve tempo sulle tavole dei consumatori finali, siano essi clienti di ristoranti, bar, pasticcerie od hotel.

L’importanza di Host è stata sottolineata da Riccardo Monti, presidente dell’Agenzia Ice, che ha commentato il nuovo Piano Made in Italy, dove saranno stanziati, in una prima fase, 200 milioni di euro a sostegno dell’export, di cui 50 andranno alle fiere italiane più “internazionali”: «Una filiera industriale come quella italiana non può sempre giocare “fuori casa”. Vogliamo supportare le fiere italiane già internazionali ad aumentare la capacità di attrazione, una misura importante che si aggiunge a quella per l’introduzione di Temporary Export Manager nelle PMI con potenziale di esportazione e ai programmi regionali. Abbiamo visto che il Made in Italy si vende meglio nel contesto italiano, senza contare le ricadute per il territorio».

Host è la finestra sul futuro della ristorazione, un mercato da 72 miliardi di euro

Export italiano che è apprezzato in tutto il mondo per quanto riguarda la meccanica e in particolare tutta la strumentazione legata al settore alimentare, come conferma Alberto Caprari, presidente di Anima - Federazione della Meccanica Varia di Confindustria: «Il food equipment vale oltre 5 dei 43 miliardi che produce complessivamente la meccanica varia. Le tecnologie che stanno dietro a un panino al prosciutto, con i forni e gli attrezzi, così come dietro i prodotti freschi che possiamo gustare grazie agli abbattitori spesso sono di invenzione italiana. Oggi il mercato interno europeo è saturato e le nostre aziende guardano al mondo. L’export è lo sbocco naturale e Host è il trampolino di lancio naturale per questo salto di qualità”.

«Come primo operatore – ha sottolineato Corrado Peraboni, amministratore delegato di Fiera Milano – nel sistema fieristico italiano, abbiamo la responsabilità di proporre aggregazioni che ci permettano di presentarci compatti su mercati esteri. Per essere davvero internazionali le fiere italiane non possono rassegnarsi a essere seconde dietro quelle tedesche ma, nei settori dove il nostro paese riveste una leadership industriale, questa deve riflettersi anche a livello fieristico. Con Host, abbiamo fatto molto per accrescere la rappresentatività internazionale, come attesta il superamento della soglia psicologica dei 1.900 espositori da tutto il mondo».29

Durante la presentazione di Host2015 (23 - 27 ottobre) è stata presentata anche una interessante ricerca sulle abitudini degli italiani nel mangiare fuori casa. La ricerca, eseguita da TradedLab, ha interessato un mercato che da solo vale 72 miliardi di euro, un terzo del totale dei consumi alimentari. Anche in un momento di crisi gli italiani hanno continuato ad andare a mangiare fuori, tanto che su 223 miliardi di euro di consumi alimentari il 32 per cento è destinato alla ristorazione. Un valore che può sembrare alto, ma è sensibilmente inferiore a quello di altri Paesi Ue, come Regno Unito (42,7 per cento) o Spagna (49,6 per cento). Segno che c’è ancora spazio per crescere, nonostante i circa 300 mila locali presenti in Italia, la maggioranza sono ristoranti indipendenti (289 mila). L’italiano, oggi, quando va al ristorante vuole essere sempre più coccolato, vuole trovare prodotti di qualità al giusto prezzo, magiare sano e vivere un’emozione, un’esperienza positiva.