Bastano un paio di vasi e tutti possono trasformare il proprio balcone in un orto in città. Sandra Longinotti con Home Kitchen Garden spiega come fare

Che sia un piccolo balcone, il davanzale di una finestra oppure un più ampio terrazzo, dove godere dell’aria aperta con amici e parenti, tutti possono sperimentare il piacere di coltivare piante aromatiche e fiori; ed entrambi possono diventare alleati di chi ama la cucina, bella e buona. Parola di Sandra Longinotti, giornalista freelance, food stylist e abile cuoca, che scrive di cucina sin dal 1992.

Fiori nel piatto e in tavola per stupire gli ospiti

Home Kitchen Garden, Nomos Edizioni, è il suo secondo libro, dedicato a tutti: anche quelli che non hanno pollice verde o non sono particolarmente abili tra i fornelli, ma hanno un animo sensibile e desiderano mettere in tavola un pizzico di originalità e una firma di gusto estremamente personale.

«Ho avuto questa idea in Liguria – spiega Longinotti – mentre osservavo un campo di cipolle in fiore. Tutti conosciamo la cipolla ma pochi sanno quanto i loro fiori siano belli. Ho pensato che anche loro sarebbero stati benissimo a tavola e nei piatti. Così li ho portati a Marino (Marino Visigalli, maestro della fotografia italiana – ndr) e gli ho proposto di fare questo secondo libro, che mette insieme cucina e giardinaggio, ma anche l’ospitalità. Perché mettere in tavola una foglia o un fiore che hai coltivato tu è sempre speciale».

Il libro si apre con una piccola introduzione sui fiori eduli in cucina e prosegue nell’approfondimento di quattordici varietà di piante: Acmella, Amaranto, Begliuomini, Begonia, Borragine, Carciofo, Cipolla, Crisantemo, Finocchietto, Lavanda, Nasturzio, Rosa, Rosmarino e Viola.

Ciascuna di queste varietà nasconde segreti per fare piatti davvero originali e mise en place che gli ospiti apprezzeranno molto. Una bella panoramica su varianti più conosciute, per arrivare a piante decisamente poco note. Il carciofo per esempio, notissimo in cucina, si presta benissimo a composizioni segnaposto con una rosa, o fatto fiorire saprà catturare l’attenzione con il suo viola intenso.

Di sicuro effetto sul tavolo, le viole del pensiero: innegabile la loro bellezza che renderà spettacolare qualsiasi piatto; se ne possono mangiare fiori, boccioli e giovani foglie. Molte le loro proprietà benefiche: elevato potere antiossidante, ricche di antocianine, concentrate nelle tinte più intense del rosso e del blu.

L’Acmella, sicuramente poco nota ai più, invece potrebbe essere un’esperienza indimenticabile: chiamata anche Elettric Daisy, più che un sapore (che ricorda il pepe di Szechuan), il suo assaggio sarà elettrizzante, poiché dal piccantino/frizzante, si passa ad una prolungata sensazione di intorpidimento della bocca. Meglio avvertire i propri ospiti e, in ogni caso, non esagerare.

Consiglio, quello di essere parsimoniosi, valido per tutte le varietà di fiori eduli. In fondo sono così belli e buoni, che ne basta un pizzico, come il sale.