Il microbirrificio Hibu festeggia dieci anni con una birra al mango, l’iniziale dolce degli aromi tropicali cede a un piacevole finale secco e amarognolo

Fruit beer: la tendenza dell’estate è questa, a continuare l’onda lunga della passione esotica e tropicale dominata dalle Ipa. Merito dell’estrema versatilità della birra che si presta alle più svariate interpretazioni e grazie alla fantasia dei tanti microbirrifici italiani. I sapori dolci e tropicali del mango su un finale comunque secco è la nuova creazione del birrificio Hibu, una delle realtà più interessanti del panorama dei birrifici italiani che lo scorso mese ha festeggiato i dieci anni di attività. Ancora più fantasioso il nome «Mango li cani»: goliardicamente, per l’etichetta, il mastro illustratore Giuseppe Ferrario si è ispirato a Ettore, il cane del birrificio.

La birra è versatile e si presta a essere aromatizzata in molti modi

«Mango li cani» è una birra fugace, imbottigliata tra maggio e giugno nello stabilimento artigianale brianzolo di Burago di Molgora (Monza e Brianza). Si presenta con un colore ambrato carico, con riflessi arancio, schiuma fine e compatta. Al palato è beverina con i sui 5.4 gradi e amara al punto giusto (28 ibu). L’entrata iniziale dolce, dovuta alla scelta del mastro birraio Raimondo Cetani di aggiungere manghi a volontà, sfuma in un finale che lascia una gradevole sensazione di pulizia e tendente all’amarognolo. E che invita a una nuova bevuta.

Ha incontrato il gradimento di tutti quelli che l'hanno provata che hanno apprezzato il gioco di contrasti appena descritto. Si può acquistare direttamente allo stabilimento di Burago di Molgora, nel il birrificio Hibu on tap, a Concorezzo, e nelle migliori birrerie. E presto anche online.


Hibu è un birrificio agricolo: il malto non viene importato dall’estero, ma nasce dai 23 ettari di coltivazione d’orzo intorno al birrificio, che ha sede a Burago di Molgora (con tanto di spaccio), e da 15 ettari in Basilicata. Ed è molto attento alla ricerca. Con il dipartimento di Scienze alimentari dell’Università di Parma sta sperimentando la coltivazione di luppoli autoctoni con l’intento di produrre la prima birra totalmente made in Lombardia e fatta con luppolo lombardo.