Sabato 21 ottobre a Milano la presentazione della Guida Vitae dell’Associazione italiana sommelier. Premiate le 22 bottiglie italiane più rappresentative

Ogni anno le guide sui vini si arricchiscono di novità. Facendo una comparazione delle etichette segnalate, i giudizi lasciano talvolta perplessi: cantine super premiate da una parte, neppure menzionate dall’altra. Al netto di queste riserve, va detto che la Guida Vitae 2018 di Ais, che sarà presentata sabato 21 ottobre al The Mall, a Milano, è una tra le più affidabili in circolazione. Ais, l’Associazione italiana sommelier, fondata a Milano, ha alle spalle oltre cinquant’anni di storia: è anche questo è una garanzia.

Tutte le migliori etichette, per oltre 500 vini, saranno in degustazione

La quarta edizione ha analizzato circa 30mila vini, tutti degustati rigorosamente alla cieca: le referenze finite sulla guida sono più di 15mila, con 2.500 aziende recensite. Ben 500 le etichette che hanno meritato il punteggio massimo, le Quattro Viti. Uno dei titoli Ais più ambiti sono i 22 Tastevin, titolo che spetta ai vini «più rappresentativi» delle regioni d’appartenenza. I nomi sono al momento top secret: bocche cucite per non rovinare il gusto della sorpresa.

Il programma, alla presenza del presidente Maietta e dei vertici istituzionali, prevede la cerimonia di premiazione dei 22 produttori insigniti del Tastevin Ais e la celebrazione delle oltre 500 etichette che hanno meritato il punteggio massimo, le Quattro Viti. Tutte le etichette saranno in degustazione (dalle 15 alle 20 al costo di 40 euro, 20 per soci Ais) in una carrellata che si preannuncia straordinaria.

Lo scorso anno l’etichetta Tastevin Ais della Lombardia, per fare un esempio, è andata al Franciacorta Extra Brut Cuvée Etichetta Nera 2006 di Castello Bonomi. Un premio a una cantina che punta alla qualità estrema, come si evince da questo prodotto fantastico che matura sui lieviti minimo 70 mesi. Tra gli altri Tastevin assegnati (si veda Tastevin Guida Vitae 2017), per l’Umbria il Torgiano Rosso Rubesco Vigna Monticchio Riserva 2011 di Lungarotti, per la Campania il Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2015 Marisa Cuomo.

«Il settore vitivinicolo si dimostra sempre più sensibile nei confronti della sostenibilità ambientale – dichiara il presidente nazionale, Antonello Maietta – È un tema coinvolgente e di grande attualità. Anche quest’anno nella scansione delle pagine appare nitido l’orientamento sempre più green del vino italiano, non più legato a calcoli di marketing o di comunicazione, come poteva accadere in passato, ma attuato come scelta responsabile. A noi dell’Ais la questione sta particolarmente a cuore e mettiamo in campo tutte le nostre energie, anche attraverso la guida, per affrontarlo e comunicarlo».