Attraverso acquisizioni mirate Granarolo vuole diventare punto di riferimento per l’agroalimentare made in Italy nel mondo. Si parte dalla Svizzera

Il Gruppo Granarolo, operatore agro-industriale a capitale italiano, con oltre 2400 dipendenti e un fatturato che lo scorso anno ha superato il miliardo di euro, ha acquisito il 60 per cento di Comarsa, società di distribuzione di prodotti alimentari made in Italy in Svizzera.

La mossa si inserisce nella linea strategica dell'azienda emiliana che punta a esportare la tradizione dei prodotti made in Italy, non solo latte ma anche altri prodotti tipici del nostro Paese. Il Gruppo, infatti, ha diversificato il proprio portafoglio negli ultimi anni introducendo anche prosciutto di Parma, pasta, prodotti vegetali. Da tempo, inoltre, Granarolo persegue una politica di espansione sulla scena internazionale, che la ha portata ad avere 2 siti produttivi in Francia, 1 in Cile, 2 in Brasile e 1 in Nuova Zelanda, oltre ai 14 sul territorio nazionale.

Granarolo ora ha in portafoglio prodotti di ogni genere, dalla pasta al prosciutto di Parma

Perché la Svizzera? Quello elvetico è un mercato particolarmente ricco e premiante, dal punto di vista dell'agroalimentare, nonché geograficamente vicino, tanto da rappresentare il quarto mercato per export di prodotti italiani caseari in Europa. Con l'acquisizione di Comarsa, azienda specializzata nella distribuzione di prodotti alimentari italiani (formaggi, olio e aceto, pasta, condimenti vegetali, surgelati e altro) in Svizzera con un fatturato di circa 27 milioni di euro, Granarolo centra l'obiettivo di entrare nel mercato svizzero in prima persona, con i propri prodotti caseari e con i propri prosciutti.

«L’acquisizione effettuata in Svizzera – ha dichiarato Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo –contestualmente ad un’altra in Svezia, è strategica per sviluppare i brand Granarolo in mercati ricchi di opportunità, che offrono sinergie immediate: da un punto di vista di gestione logistica, data la vicinanza territoriale della Svizzera e grazie a una presenza di Granarolo già consolidata nei formaggi freschi in penisola scandinava. Abbiamo l’obiettivo di superare il 35 per cento di fatturato realizzato oltre confine nel prossimo triennio, grazie a operazioni simili che porteranno Granarolo a diventare il Gruppo di riferimento per i prodotti agroalimentari italiani».

Da inizio anno Granarolo ha finalizzato tre nuove acquisizioni che rientrano nel piano di diversificazione dell’offerta dei prodotti, qui si inserisce l’acquisizione di Con.Bio, specializzata in gastronomia vegetale, e diversificazione dei mercati funzionali al raggiungimento del piano strategico 2016-2019 che dovrebbe portare il Gruppo a un fatturato di oltre 1.500 milioni di euro in tre anni.