La Guardia di Finanza di Napoli ha scoperto un deposito clandestino con una tonnellata di frutti di mare pericolosi per la salute umana

Quanti manicaretti si possono fare con una tonnellata di frutti di mare? Tanti, se ci si prova a immaginare si fa fatica, ma tutti quei piatti sarebbero stati pericolosi per chi li avrebbe consumati. Perché? Perché i frutti di mare non erano idonei al consumo umano. I militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli, nei giorni scorsi, hanno sventato questo “attentato” alla salute pubblica. Rinvenendo e sequestrando una tonnellata di frutti di mare in un deposito clandestino nell’hinterland di Pozzuoli (Na).

Sono stati trovati anche 10 kg di datteri di mare la cui pesca è vietata

Il valore della merce sequestrata è di circa 20mila euro ed era destinata al mercato nero, sarebbe finita sui menu di esercizi commerciali compiacenti e a ignare famiglie, convinte di fare un affare. Il ritrovamento è avvenuto lo scorso 31 marzo, in località Monteruscello nel comune di Pozzuoli. In questo deposito è stato trovato un impianto di stoccaggio e raffrescamento funzionante contente, come detto, una tonnellata di molluschi tra telline, ostriche, noci bianche, fasolari, cannolicchi e vongole, oltre ad altri 10 kg. di datteri di mare. La pesca di questi ultimi è assolutamente vietata.

Il lavoro del personale dell’Asl Napoli 2 Nord ha permesso di accertare che il deposito era sprovvisto delle necessarie autorizzazioni. I molluschi non erano idonei al consumo umano, come hanno verificato, perché dentro le vasche circolava acqua non sottoposta a nessun monitoraggio chimico-fisico e microbiologico, ed erano privi di qualunque documento che ne accertasse l’origine.

Si trattava, dunque, di prodotti ittici potenzialmente pericolosi per il consumo umano e perciò sono stati portati al largo, nelle acque profonde del Golfo di Napoli, dove sono stati rilasciati un mare, in quanto erano ancora vivi e vitali. L’impianto di stoccaggio è stato sequestrato e i responsabili sono stati denunciati, a piede libero, alla competente Autorità Giudiziaria.

Quest’operazione è l’ultima di una serie di controlli a contrasto della pesca di frodo lungo le coste della Campania, un’attività che va dal litorale domitio sino alla penisola sorrentina. Dal 2016 sino a oggi ha portato al sequestro di circa 58 tonnellate di prodotto ittico e di 500 attrezzature. Sono state sinora denunciate 21 persone e comminate sanzioni per 189mila euro.