I surgelati Findus avranno il marchio MSC a garanzia della sostenibilità del prodotto, da marzo arriveranno le prime 24 referenze che rispettano il mare

Cambiano i tempi. Il prodotto alimentare oggi deve essere anche sostenibile per avere credibilità. Non basta la qualità. Prendiamo quello ittico. Sul mercato arrivano prodotti anonimi, che non garantiscono il consumatore se derivino da pesca di frodo, a strascico, a danno dell’ecosistema marino. A sostegno della pesca sostenibile vent’anni fa è nato il marchio blu MSC, un programma di etichettatura e certificazione garantito da Marine Stewarship Council, oggi ritenuta la più importante organizzazione al mondo in materia di pesca sostenibile.

A questa importante certificazione ha aderito Findus, importante realtà nel mondo dei surgelati, che a partire da questo mese di marzo introdurrà sul mercato italiano prodotti contrassegnati dal sigillo blu. Per annunciare questa novità è stato scelto un luogo simbolico: l’Acquario Civico di Milano. Oltre alla parte didattica qui ha sede il Tethys Research Institute, un’organizzazione che si occupa dello studio e della salvaguardia dei cetacei nel Mar Mediterraneo.

Il 25 per cento del pesce surgelato italiano avrà ora il marchio MSC e sarà dunque ottenuto con modalità di pesca ecosostenibili

«Il consumatore italiano non è ancora tutto tinto di blu. Ha qualche macchiolina. Noi vogliamo aiutarlo a capire» – ha spiegato attraverso un’immagine Francesca Oppia, program director di Marine Stewarship Council Italia – Sostenibilità e tracciabilità sono i nostri pilastri. Ottenere il marchio MSC non è facile. C’è un lavoro di anni dietro. Facciamo anche controlli a sorpresa in azienda. Ma l’accordo con Findus dimostra che si può fare. Ed è questo un grande momento».

Oggi il marchio blu MSC è presente su circa 20mila prodotti nel mondo. Circa il 10 per cento del pescato a livello globale. Il sigillo viene concesso sulla base di un programma scientifico di rispetto di alcuni standard: salute dello stock, impatto sull’ecosistema, efficace gestione dell’attività di pesca. L’intera filiera produttiva viene poi certificata in modo tale da poter tracciare ogni singolo prodotto, dal mare al piatto e dal piatto al mare.

«Saremo la prima grande azienda in Italia a fregiarci di questo sigillo – ha dichiarato  l’amministratore delegato di Findus Italia, Francesco Fattori – Questa mossa, di Findus Italia, è un passo importante per la mia azienda, perché il pesce è un bene dell’umanità. Basti dire che rappresenta tra il 20 e il 50 per cento del fabbisogno proteico della popolazione mondiale. L’Italia poi è leader in Europa per spesa di prodotti ittici, con un +16 per cento rispetto alla media europea. I consumi del pesce crescono ogni annuo sul mercato italiano di circa il 3-4 per cento.  L’impatto e la modalità di approvvigionamento sono pertanto fondamentali sull’ambiente marino».

«Quello che vogliamo fare nel nostro Paese – ha sottolineato Fattori – è cominciare ad allinearci a certi standard europei dove il marchio MSC è dato come prerequisito. Alcuni mercati sono più maturi sul lato sostenibilità, a cominciare dalla Germania. Un tempo il gusto era il riferimento della qualità: oggi il trend è legato anche alla sostenibilità. Noi vogliamo assicurare pertanto qualità e responsabilità nell’approvvigionamento delle risorse».

«Grazie a questa decisione di Findus – ha concluso Fattori – l’effetto sarà che circa un quarto dei volumi dell’intero mercato del pesce surgelato sarà certificato MSC. Il marchio blu MSC si applica solo al pescato, che per noi rappresenta il 95 per cento del totale, non all’acquacoltura, dove comunque si stanno creando dei certificati di sostenibilità che noi cerchiamo di seguire in attesa che ce ne sia uno riconosciuto a livello internazionale».

I prodotti Findus con il marchio blu MSC cominceranno ad arrivare sugli scaffali entro la fine del mese di marzo. Saranno inizialmente 24 referenze che rappresentano l’ottanta per cento del fatturato del Gruppo. L’obiettivo è di avvicinarsi al 90 per cento del portafoglio prodotti entro la fine del 2018 e, nel medio-lungo termine, di raggiungere il 100 per cento dei volumi a marchio sostenibilità.

Mari e oceani non stanno benissimo. «Dagli anni ’70 a oggi il 36 per cento delle specie marine è scomparso e 250mila tartarughe marine muoiono ogni anno per metodi di pesca non sostenibili – ha ricordato Eva Alessi, responsabile della sostenibilità per il Wwf – Il 50 per cento delle barriere coralline è distrutto. L’inquinamento uccide la fauna marina. Ogni anno nel mare si buttano 8 milioni di tonnellate di plastica. Nei mari finiscono anche 36 milioni di fibre tessili e 6-7 milioni di gomme sintetiche».

Findus In Italia è operativa con uno stabilimento di produzione a Cisterna di Latina dal 1964 (il lancio dei popolari Bastoncini è del 1967). Oggi questa realtà è un marchio di Csi, Compagnia Surgelati Italiana, che a sua volta è parte del gruppo Nomad Foods Europe, quotato a New York, e tra i più importanti operatori nel mercato dei surgelati in Europa.