Famiglie Storiche, Amarone tra TexSom e San Francisco

Le 13 cantine della Valpolicella hanno portato l’Amarone a TexSom, in Texas, e a una masterclass al Fairmont di San Francisco

Mentre l’export di vino italiano verso gli Stati Uniti registrava uno dei cali più marcati dell’ultimo decennio, le 13 cantine di Famiglie Storiche hanno scelto proprio quel mercato per presentarsi in forze. Tra il 23 e il 26 agosto l’associazione della Valpolicella ha portato l’Amarone a due appuntamenti riservati a sommelier, buyer e opinion leader: il TexSom di Irving, in Texas, e una masterclass al Fairmont Hotel di San Francisco.

Due giorni a Irving, tra degustazioni e formazione

Il 23 e il 24 agosto Famiglie Storiche ha preso parte al TexSom, uno dei principali appuntamenti formativi per i professionisti del vino negli Stati Uniti. Le 13 aziende hanno presentato le proprie interpretazioni dell’Amarone in una serie di walkaround tasting riservati ai sommelier iscritti. Il 23 agosto è stato inoltre organizzato un pranzo dedicato ai partecipanti del Summer Camp del TexSom.

Amarone in degustazione
Amarone in degustazione

San Francisco, masterclass con Paul Wagner

La tappa californiana si è tenuta il 26 agosto al Fairmont Hotel di San Francisco. La giornata si è aperta con una masterclass moderata da Paul Wagner, giornalista e formatore statunitense specializzato in vino, seguita da un walkaround tasting aperto agli operatori del settore.

Un mercato strategico, ma sempre più difficile

Le due tappe americane sono arrivate in un momento delicato per il vino italiano negli Stati Uniti, da sempre la prima destinazione dell’export nazionale. Prima dell’introduzione dei dazi Usa nell’aprile 2025, il mercato statunitense assorbiva il 24% dell’export italiano di vino, per un valore vicino ai 2 miliardi di euro l’anno.

Grappolo d'uva dopo l'appassimento
Grappolo d’uva dopo l’appassimento

Secondo l’Osservatorio di Unione Italiana Vini, nei primi 12 mesi di tariffe aggiuntive, da aprile 2025 a marzo 2026, l’export verso gli Stati Uniti è sceso a 1,65 miliardi di euro, con una perdita di oltre 340 milioni rispetto al periodo precedente, pari a un calo del 17% a valore. I volumi sono diminuiti del 9%, il livello più basso dell’ultimo decennio, mentre le aziende italiane hanno tagliato i listini di circa il 9% per limitare l’impatto dei dazi sui prezzi finali. Nei primi mesi del 2026 il trend è rimasto negativo, con un calo del 15,4% nel primo quadrimestre, anche se a marzo l’Osservatorio ha registrato i primi segnali di ripresa dei volumi spediti oltreoceano dopo nove mesi di flessione.

La strategia di Famiglie Storiche

In un simile contesto, i due appuntamenti americani hanno permesso alle cantine di mantenere un contatto diretto con la distribuzione e la stampa specializzata locale. «Gli Stati Uniti rappresentano da sempre un mercato fondamentale per l’Amarone e per le aziende della nostra associazione», ha dichiarato Luca Speri, presidente di Famiglie Storiche. «Attraverso eventi di alto profilo come TexSom e la masterclass di San Francisco vogliamo continuare a dialogare con i professionisti del settore, raccontando non soltanto i nostri vini ma anche la cultura, la storia e il patrimonio di conoscenze che rendono unica la Valpolicella».

spot_img

Ultimi Articoli

Cavit, la tecnologia che governa la vendemmia anticipata

Mille vigneti campione, 5.000 analisi delle uve e stazioni...

Cantina Tollo e il Parco d’Abruzzo per l’orso marsicano

La cooperativa vitivinicola abruzzese finanzia i collari satellitari per...

Gustus 2026 a Vicenza: due WineLab su clima e tempo nel vino

Il 19 e 20 settembre al Conservatorio Pedrollo oltre...

Douja d’Or 2026: ad Asti quasi 60 anni di vino

Torna ad Asti la Douja d'Or: dieci giorni di...