Don Julio 1942 è un distillato di agave blu al 100 per cento che non manca mai nei migliori locali ed esclusivi cocktail bar come il Just Cavalli Milano

«Chimay, Bacardi Jamaican rhum, White Lady, Beck's bier, tequila bum bum, dry gin, Charrington, Four Roses Bourbon…» cantava lo scapigliato Vinicio Capossela. Cresce la voglia di bere bene, anche nel mondo dei superalcolici. È il caso della tequila, acquavite fabbricata in Messico e ricavata dalla distillazione del succo del frutto dell’agave blu messo a fermentare con alcuni lieviti.

La tequila è un distillato che affonda la sua nascita ai tempi degli Aztechi

Un prodotto, che ha come progenitore una bevanda preparata dagli Aztechi e che, come distillato, nasce nel Cinquecento con i Conquistadores nella zona dove sorgerà la città di Tequila. Oggi vanta una denominazione di origine controllata, riconosciuta internazionalmente. L'acquavite di agave deve essere prodotta, infatti, nello Stato di Jalisco e in specifiche aree; deve contenere almeno un 51 per cento di distillato di agave blu, avere una gradazione alcolica di 40-45 gradi ed essere ottenuta tramite doppia distillazione in alambicco discontinuo.

Tra i brand di qualità (sono circa duemila i marchi registrati in Messico) c’è Don Julio, che non manca nei migliori locali ed esclusivi cocktail bar. La gamma comprende diverse tipologie: Blanco, la forma più pura, non invecchiata, che ha sentori agrumati, di lime, e note citrate, utilizzata anche come ingrediente del Margarita; la variante Reposado, cioè maturata per alcuni mesi nelle botti, specialmente di quercia, che sprigiona sentori anche di cioccolato nero, vaniglia e accenni speziati. Fino ad arrivare agli Añejo, cioè i prodotti invecchiati più a lungo, di colore bruno chiaro, come Don Julio 42, il top di gamma, che necessita almeno di due anni e mezzo.

«La bottiglia di Don Julio 1942 – spiegano i bartender del Just Cavalli Milano – ha la stessa forma degli alambicchi dove viene prodotta, molto stretti e alti. È un’ultra premium (100% agave blu – ndr), ha un sapore molto mieloso e rimane molto leggera. Don Julio 1942 è l’anno in cui il signor Gonzales cominciò a produrre la tequila. Viene servita all’americana, on the rock, con ghiaccio. Prima si mette in bocca una presa di sale posta sul dorso della mano (noi serviamo sale classico bianco, sale rosa dell’Himalaya, sale affumicato e pakistano), e quindi una fetta di agrumi (lime, limone o arancia)».