Crotta di Vegneron, i vini eroici di Chambave

Dalla Valle d’Aosta, la cooperativa di Chambave vinifica Moscato, Fumin e Petite Arvine su vigneti Doc oltre i 500 metri

C’è un luogo in Valle d’Aosta dove la vite sfida la gravità. Si chiama Chambave, piccolo borgo incastonato tra le Alpi a pochi chilometri da Saint-Vincent. Qui, su pendii che sembrano disegnati apposta per scoraggiare chiunque, nasce Crotta di Vegneron, cantina cooperativa fondata nel 1980 da una ventina di viticoltori convinti che da soli, su quei versanti impossibili, non si vada da nessuna parte.

Una cooperativa nata dalla necessità

Dopo cinque anni dalla fondazione i soci erano diventati 80; oggi la cooperativa conta un centinaio di vignaioli. I filari crescono oltre i 500 metri sul livello del mare, in un microclima con scarse precipitazioni e una marcata escursione termica tra giorno e notte. Condizioni che potrebbero sembrare ostili, ma che in realtà fanno maturare le uve lentamente, senza bisogno di trattamenti artificiali contro i parassiti, con caratteristiche organolettiche difficilmente replicabili altrove.

La Crotta di Vegneron, vigne a Chambave
La Crotta di Vegneron, vigne a Chambave

Nel nome una storia

Il nome della cantina merita una spiegazione. Crotta nel dialetto patois francoprovenzale parlato in Valle d’Aosta indica la cantina, la grotta scavata nella roccia dove si conservava il vino: un termine radicato nell’antico lessico alpino, comune all’area franco-provenzale tra Valle d’Aosta, Savoia e Svizzera romanda. Vegneron è la forma locale dialettale di vigneron, il vignaiolo in francese. Il nome già dice tutto: non un’azienda, non un brand, ma la cantina collettiva di chi lavora la vigna.

Quindici etichette Doc e i vitigni autoctoni

Il cuore della produzione sono i vitigni autoctoni: Moscato di Chambave, Cornalin, Malvoisie, Vien de Nus, Petit Rouge. La scelta punta sulla valorizzazione di queste varietà storiche, accanto ad alcune varietà internazionali — Pinot Noir, Gamay e Müller Thurgau — che sui terreni valdostani trovano una loro espressione originale. La gamma complessiva conta 15 etichette Doc Valle d’Aosta tra bianchi e rossi, più due spumanti a marchio Quatremillemètres Vins d’altitude. La cantina produce anche grappe di propria distillazione.

Petite Arvine, il bianco delle vette

Tra i vini da assaggiare si comincia con il Petite Arvine, vitigno a maturazione tardiva vendemmiato a ottobre. Predilige esposizioni soleggiate con temperature diurne elevate, bilanciate da notti fresche. Al naso dominano profumi floreali — glicine in primo luogo — con note agrumate e sentori di pompelmo rosa. In bocca è fresco, minerale, sapido, con una struttura che gli garantisce buona capacità di invecchiamento. Si abbina alla fontina valdostana o ai crostacei.

La Crotta di Vegneron, selezione vini
La Crotta di Vegneron, selezione vini

Fumin Esprit Follet, il rosso affinato in miniera

Il Fumin Esprit Follet porta un nome già programmatico: esprit follet in francese è lo spirito folletto, lo gnomo dispettoso delle fiabe. Nel calice si presenta di un rosso rubino concentrato con riflessi porpora. Al naso è intenso, con sentori di pepe bianco, vaniglia, fiori e frutti rossi — ciliegie e amarene. Al palato è equilibrato, di buon corpo e lunga persistenza. La fermentazione avviene in acciaio per venti giorni, seguita da 12 mesi di affinamento in legno e cinque mesi di riposo in bottiglia. Le bottiglie top di gamma vengono ulteriormente affinate nelle antiche miniere di Costa del Pino a Cogne, un’ex polveriera dove buio, umidità e altitudine completano il profilo del vino.

Chambave Muscat, aromatico ma secco

Il Chambave Muscat è un aromatico vinificato come vino secco, teso, quasi tagliente nella sua freschezza agrumata. Dopo la macerazione prefermentativa a freddo, la fermentazione in acciaio avviene a temperatura controllata con lieviti autoctoni; seguono cinque mesi di affinamento per far emergere la mineralità. Il risultato è un bianco da aperitivo, ma anche a tutto pasto con i piatti più delicati della cucina alpina.

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