Il nuovo supermercato di Coop, aperto a Milano, è ricco di monitor e touch screen che danno informazioni su tracciabilità e proprietà nutrizionali dei prodotti

Il futuro si immagina, ma può diventare anche realtà. Il prototipo di supermercato avveniristico mostrato a Expo, nel Future Food District, ha a Milano la sua prima vera applicazione, che rappresenta anche un’evoluzione. Lo ha progettato Coop, la più grande catena italiana di supermercati (nata nel 1854, vanta 12 miliardi di fatturato). Un nuovo store di novecento metri quadri, ubicato al Bicocca Village, con tanto di area ristorazione e bar, dotato di 54 monitor a raggi infrarossi e 46 totem touch screen e videowall per proiettare contenuti visivi legati ai temi della sicurezza, eticità e convenienza. Tecnologie interattive che servono a dare al consumatore la piena tracciabilità dei prodotti: provenienza, informazioni nutrizionali, indicazioni sullo smaltimento dei rifiuti a tutela dell’ambiente. Una vera rivoluzione in termini di trasparenza.

Il prototipo del Supermercato del Futuro visto a Expo ora è diventato realtà al Bicocca Village

L’idea sviluppata con Coop un anno fa da Carlo Ratti (fondatore dello studio Carlo Ratti Associati e professore al Mit di Boston) ha preso piede in un’area di Milano scelta anche per il forte movimento di giovani (l’università, la seconda sala da cinema d’Italia per biglietti staccati, un’importante palestra, l’HangarBicocca, oltre a diversi uffici). Il progetto è firmato da Inres, il Consorzio di progettazione del movimento cooperativo, che ha curato la progettazione e l’evoluzione del format sviluppato e brevettato nel 2015, avvalendosi della collaborazione con Accenture per la parte tecnologica. Il gestore è Coop Lombardia (56 negozi) che lavora in partnership con Coop Italia.

Le parole chiave sono trasparenza e informazione. Concetti apparentemente scontati, eppure sulla chiara etichetta da tempo si combatte una dura battaglia, con Coldiretti in prima fila che denuncia come un terzo della spesa alimentare sia ancora anonima. Ma oggi la domanda di chiarezza arriva anche dai consumatori. E rispondere a questa esigenza è anche un modo per stimolare i consumi che languono a crescita zero.

Coop, da sempre attenta ai trend (si veda il rapporto Coop), ha pensato al Supermercato del Futuro come una forma ibrida, di transizione: tecnologie digitali ma anche atmosfere da mercato rionale, per favorire l’incontro e il dialogo dei visitatori. Il design richiama l’area industriale del quartiere, con l’utilizzo di materiali come lamiere, sapientemente bilanciati da finiture di carattere domestico, legno e ceramica. Seimila le referenze, per un progetto costato 4-5 milioni di euro. Con l’obiettivo di avere duemila presenze giornaliere.

«È una sorta di laboratorio permanente dove sperimentiamo delle soluzioni di trasparenza, che poi potranno essere utilizzate nella nostra rete di vendita, la più grande d’Italia con 1200 store – ha affermato Marco Pedroni, presidente di Coop Italia nel giorno dell’inaugurazione – Le soluzioni tecnologiche sono al servizio dell’informazione e sono rivolte a tutti, non solo a un pubblico giovane. La trasparenza potrà essere d’aiuto anche al made in Italy. Come marchio Coop – ha precisato – siamo gli unici a dichiarare tutte le materie prime dei singoli prodotti. Nessuno lo fa perché ci si nasconde dietro al paravento che l’ultima fase della produzione è italiana. Ma bisogna guardare a tutto il ciclo. Con il Supermercato del Futuro stiamo stimolando molti partner a fare cose simili. È un compito della Gdo e dell’industria dire di più – ha sottolineato – È finito il tempo in cui si teneva riservato quello che c’era dietro a un prodotto. Solo così andiamo incontro alla domanda del consumatore che vuole sapere. Altrimenti saremo tutti travolti da un mondo che le informazioni le trova altrove e il produttore avrà poi poco da dire. In futuro non ci saranno più consumi, ma un cambiamento nella loro composizione che già sta avvenendo».

Abbiamo fatto dei test. Il sistema è molto comodo. Dove si trovano vari prodotti freschi, come pesce, carne, formaggi, verdura, basta allungare il braccio e appaiono sul monitor diverse informazioni: provenienza del prodotto, valori nutrizionali (chilocalorie, grassi, proteine, zuccheri, sale, fibre), stagionalità, suggerimenti per lo smaltimento e indicazioni sulle promozioni in corso. Con i totem verticali, dotati di scanner, basta avvicinare il codice a barre per fare apparire la scheda del prodotto. Si possono fare ricerche più specifiche: per esempio, per categoria o per presenza di allergeni (solfiti) o intolleranze (glutine).

«La tecnologia utilizzata è basata su sensori Kinect – ha sottolineato Alfredo Richelmi di Accenture – l’infrarosso fa la body detection, vede quale prodotto sto puntando, allungando il braccio: non serve toccarlo. Tutte le seimila referenze sono tracciate, funzionano sia con totem verticale, con interazione touch, sia con il monitor. Con il touch posso avere informazioni maggiori, filtrare in base a diverse esigenze».

Va detto che alcune aziende ancora omettono le informazioni sulla provenienza. Lo abbiamo verificato per certe paste di semola, dove non viene specificata la provenienza del grano. Idem per alcuni marchi di latte a lunga conservazione. Ci auguriamo che i brand che vogliono essere presenti nel Supermercato del Futuro si adeguino al format. Lo store non è però un luogo finito. Si continuerà a sperimentare anche per verificare la necessità di implementare e testare le diverse novità.

Tra gli innovativi servizi offerti, oltre al recapito a domicilio o al punto vendita con l’e-commerce, il Coop Drive, che dà la possibilità gratuita di ordinare la spesa online e ritirarla dopo 2 ore in negozio nell’area dedicata al parcheggio senza scendere dalla propria auto. Il Supermercato del Futuro (apertura dalle 10 alle 20) vive in continuità con lo spazio ristorazione Fiorfood Cibo & Incontri: un’area ristoro di 200 metri quadri con 120 posti a sedere.

Tutto cambia nel mondo della Gdo. Amazon a Seattle ha avviato la sperimentazione del primo supermercato senza casse. Difficile dire quale sarà il modello che si imporrà. Intanto godiamoci questo Supermercato del Futuro, che è il primo step verso la trasformazione richiesta dai consumatori.