L’associazione Home Food ha selezionato 200 Cesarine in tutta Italia con il compito di salvaguardare la tradizione gastronomica con cene e altri eventi

I grandi chef rispettano, ma inventano, creano, rielaborano la tradizione, ma c’è un mondo di cuoche e cuochi che è depositario di questa tradizione, che tiene nel cassetto il quaderno delle ricette della famiglia. Un patrimonio che esiste e che viene tramandato da generazione a generazione. Un mondo che si è organizzato e ha dato vita alle Cesarine (o Cesarini) che offrono a casa propria piatti tradizionali e non solo questo.

Le Cesarine, attive dal 2004, hanno rinnovato organizzazione e piattaforma di prenotazione

L’associazione Home Food, cha ha selezionato le Cesarine, nasce con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna e di Egeria Di Nallo, antropologa e docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi all'Università di Bologna, proprio con l’obiettivo di tramandare la tradizione culinaria italiana, con una particolare attenzione a cibi e piatti che altrimenti sarebbero dimenticati.

Questa rete di cuoche e massaie, declinata anche al maschile naturalmente, oltre a proporre di cucina a casa propri ricette tradizionali è attiva anche nella promozione attraverso corsi di cucina o andando nelle case di altri a cucinare in occasioni di eventi. Ma l’attività principale ha fatto nascere un movimento, il turismo legato all’homefood. Un fenomeno culturale apprezzato soprattutto da turisti stranieri: francesi, inglesi e statunitensi. Un modo diverso per far apprezzare la tradizione italiana, momenti conviviali intimi dove oltre al cibo sono protagoniste le storie a esso collegato.

Al centro ci sono persone legate a questa associazione, attiva sul territorio da diversi anni, è stata fondata nel 2004, ma che adesso si sono riorganizzate e hanno una nuova piattaforma per le prenotazioni online. Si tratta di oltre 200 Cesarini distribuite in oltre 90 città, dal Nord al Sud. Sono le custodi di tradizioni che ora, più che mai, vogliono far conoscere. Per esempio, a casa di Mario Antonio, a Bologna, si può gustare la zuppa imperiali, i tortelli di patate o le rose di Parma, oltre a imparare a fare le tagliatelle al ragù. A casa di Mara a Forlì sono passate tutte le compagnie di teatro di passaggio per assaggiare i crostoni della nonna, i tortelli alle erbe di stagione e gli ossicini di pollo fritti, per referenze chiedere a Michele Placido o Alessandro Gasmam.

Gli esempi potrebbero essere innumerevoli, ma è possibile con pochi clic sul loro rinnovato sito andare a conoscerle di persona, o se il quaderno delle ricette di famiglia è bello ricco magari diventare Cesarine (o Cesarini).