Tutto pronto per la nuova edizione di Cantine Aperte, 28 e 29 maggio, una occasione per scoprire nuovi vini e contribuire alla ricerca sul cancro

Icone del made in Italy, della storia e della cultura di questo Paese unite in un week end all'insegna del grande vino, del territorio, dell'arte, del gusto e della solidarietà. È la ventiquattresima edizione di Cantine Aperte, l’evento enoturistico più importante in Italia che tra sabato 28 e domenica 29 maggio vedrà ben 750 aziende vinicole aprire le loro porte – e soprattutto le loro cantine! - ai wine lover di tutte le regioni italiane. Con un obiettivo in più: raccogliere fondi, a ‘suon di brindisi’, per sostenere la ricerca sul cancro in collaborazione con Airc.

Centinaia di eventi in tutto il Paese per promuovere il vino e fare del bene

Dalla sua prima edizione, nell'ormai lontano 1993, Cantine Aperte è cresciuto fino a diventare una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune.

L'edizione 2016 della manifestazione dell’iniziativa promossa dal Movimento Turismo del Vino celebra, infatti, la nuova partnership con l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, simbolizzata dallo slogan ideato per l'occasione, “Un bicchiere per la ricerca”.

«Avere partner come Airc e come Intesa Sanpaolo – ha detto Carlo Pietrasanta, presidente del Movimento Turismo del Vino – dimostra tutto il valore delle nostre iniziative in favore dell’enoturismo. Dopo 24 edizioni le nostre cantine sono oggi aperte ogni giorno dell’anno per diffondere la conoscenza, fare cultura del territorio, fare cultura del vino».

Pietrasanta non ha però resistito a togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa, quando ha detto come, a fronte della grande vivacità del comparto e della sua domanda, manchi un’adeguata risposta da parte delle istituzioni. Secondo il presidente Mvt, «il progetto dell’enoturismo italiano, che doveva ruotare intorno alle ‘Strade del Vino’, è infatti da tempo fallito a causa della cronica mancanza di una regia unica in favore di un fenomeno che è sempre più valore aggiunto per il turismo e l’agricoltura del Paese».

Ma torniamo alla due giorni enoturistica, e al programma di proposte che viene offerto in tutta Italia: di scena tasting e minicorsi per aspiranti sommelier, visite in cantina, pranzi e cene con il vignaiolo, mostre, show cooking e laboratori per bambini, senza dimenticare le escursioni in vigna e nei territori.

La manifestazione più spettacolare è forse quella toscana. “In Vespa alla scoperta dei territori del vino toscano” è il motivo scelto dal Movimento Turismo del Vino del Granducato, che unisce tutta una serie di icone del made in Italy: il territorio, la Toscana, la Vespa, e naturalmente il vino. «Nell’anno dei 70 anni dalla prima Vespa abbiamo deciso di coinvolgere alcuni Vespa Club di tutta la regione per unire il fascino delle nostre cantine a quello dei bellissimi paesaggi che le circondano utilizzando un cult del made in Italy, la Vespa appunto», spiega Violante Gardini, presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana.

Di sicuro interesse anche quanto proposto dal Casato Prime Donne di Montalcino. L'azienda di Donatella Cinelli Colombini, ideatrice di Cantine aperte, e della presidente toscana del Movimento Turismo del vino, sua figlia Violante Gardini, offrirà ai visitatori un’esperienza straordinaria: un percorso in 4 tappe con l’assaggio di Chianti Superiore, Rosso di Montalcino, Brunello e Passito ascoltando i brani scelti in abbinamento dal sommelier musicista Igor Vazzaz, brani che spaziano da Monteverdi a Frank Zappa, e ammirando dipinti a soggetto storico. Il tutto, intramezzato da spiegazioni sul vino e sul territorio. In altre parole, un’esperienza che stimolerà tutti i sensi e anche la mente. Domenica alle 16, poi, il “Club Amici del Toscano” proporrà una degustazione dei più celebri e celebrati sigari italiani provenienti dalla manifattura fondata nel 1818 dal Granduca di Toscana Ferdinando III. L’abbinamento dei Sigari Toscani con alcuni vini di Donatella Cinelli Colombini offrirà un momento di meditazione e piacere da assaporare con calma per capire le particolarità di quei sigari bitorzoluti dove le irregolarità anziché essere un difetto, indicano l’esecuzione manuale.