Alla nuova edizione della kermesse Canapa Mundi, a Roma, 32 ricercatori spiegheranno gli utilizzi alimentari, terapeutici e industriali più innovativi

La nuova edizione di Canapa Mundi, la fiera internazionale che si svolgerà dal 17 al 19 febbraio presso il Pala Cavicchi di Roma, si appresta a essere speciale: ospiterà la prima conferenza annuale sulla canapa. Una tre giorni per divulgare e condividere le ultime e più importanti scoperte scientifiche sulla canapa, grazie alla partecipazione di 32 ricercatori provenienti da università e centri di ricerca italiani.

La canapa è la nuova frontiera per l’agroalimentare italiano

Il 2017 si appresta a consolidare la grande crescita di interesse attorno alla canapa. Una pianta versatile che trova impiego in ambito medico, industriale e alimentare. La canapa è, infatti, una coltivazione a basso impatto ambientale e può essere utilizzata in diversi ambiti: dalla bioedilizia, con la produzione di mattoni dall’alto potere isolante, al riscaldamento con il pellet, all’abbigliamento, sino all’alimentazione dove ha conquistato anche diversi chef stellati.

In ambito terapeutico è arrivata la cannabis di Stato, prodotta dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, rompendo un mercato in mano all’Olanda. E aprendo un’opportunità per il made in Italy, che potrebbe generare un business da 1,4 miliardi di euro, secondo Coldiretti. Alla manifestazione romana alcuni ricercatori (il programma completo delle conferenze è disponibile al link) mostreranno come possa essere impiegata con successo per la cura di molte patologie, come l'alleviamento del dolore cronico (Poli Pain Clinic), la celiachia (Università di Teramo), fino alla recentissima scoperta nell'ambito della cura del mieloma multiplo cerebrale (Università di Camerino).

L’uso della canapa in ambito industriale è una riscoperta per il nostro Paese, che ancora nei primi anni del ‘900 era la seconda nazione al mondo nella produzione, dietro solo alla Russia. Durante il meeting una sessione sarà destinata all’utilizzo come biomassa, fino alle applicazioni industriali più innovative e rivoluzionarie. La dottoressa Ravasio del Cnr di Milano esporrà, in particolare, il progetto VeLiCa sull'applicazione della canapa nella bioindustria. Verranno, inoltre, mostrate le capacità ecologiche della canapa, come alternativa sostenibile ai combustibili fossili (intervento a cura dell'Università degli Studi di Catania) o ai materiali coibentanti (Enea).

Naturalmente ci sarà grande spazio per conoscere tutti gli usi e i nuovi prodotti edibili a base di canapa. Pane, pizza, olio, birra, latte, cioccolato, gelati, snack. Dai semi, che spesso arricchiscono salutari insalate, si ottiene, infatti, una farina versatile, che può trovare impiego nella produzione di diversi alimenti. Possiede il 21 per cento di calorie in meno rispetto a una farina 00, ha un gusto amarognolo e rustico, simile all’integrale, ed è priva di glutine, dunque rappresenta un’ottima alternativa per i celiaci. Il focus sull’alimentazione, grazie ad agronomi e biologi, punterà a spiegare e a scoprire il profilo nutrizionale di questo superfood, a come valorizzarlo in cucina e nel mercato dei prodotti di alta qualità.

Ci sarà infine un focus giuridico anche per approfondire la recente normativa nazionale (242/2016) entrata il vigore il 14 gennaio 2017. Una legge che punta sul rilancio e promozione della canapa sostenendo la filiera con una quota annuale di incentivi fino a 700mila euro. La legge ha poi liberato da ogni responsabilità gli agricoltori in caso il principio attivo, il Thc, sfori lo 0,2 per cento. Un’importante chiarezza giuridica che farà crescere il mercato. In Italia sono numerose le piccole aziende agricole che hanno iniziato a coltivare canapa. Negli ultimi tre anni le superfici coltivate sono aumentate del 200 per cento, sino ad arrivare a circa tremila ettari.

«Il boom della coltivazione della canapa – ha affermato Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti – è un’ottima dimostrazione della capacità delle imprese agricole di scoprire e sperimentare nuove frontiere e soddisfare i crescenti bisogni dei nuovi consumatori. Da queste esperienze di green economy si aprono opportunità di lavoro nelle campagne che possono contribuire alla crescita sostenibile e alla ripresa economica e occupazionale del Paese».