Un anno ricco di soddisfazioni per il Brunello di Montalcino. Il mercato lo ha premiato e alla vendemmia 2015 sono state assegnate cinque stelle

A Montalcino si è appena conclusa Benvenuto Brunello, la manifestazione che presenta l’ultima annata in commercio, quella nata nel 2011 e la riserva del 2010, e annuncia come sarà il vino prodotto con la vendemmia 2015. La kermesse ha riscosso, come sempre, successo tra il pubblico di appassionati e di operatori, giunti nel cuore della Toscana per degustare in anteprima questo fino famoso in tutto il mondo.

Un 2015 di successo sul mercato come in vigna

Il Brunello di Montalcino è un vino molto apprezzato all’estero, una delle bandiere del made in Italy, tanto che circa il 70 per cento della produzione esce dai confini italiani. Un successo confermato anche dai numeri di un 2015 molto positivo: la produzione a Montalcino è salita e lo scorso anno sono state immesse nel mercato oltre 14 milioni di bottiglie, di cui 9 milioni di Brunello. Ma è cresciuto soprattutto il turismo nella cittadina toscana, dove è stato superato abbondantemente il milione di turisti che attirati dal vino si godono le bellezze storiche del luogo.

Ma come è il Brunello 2011, annata che aveva ricevuto 4 stelle? Le impressioni raccolte parlano di un vino ottimo, dalle grandi potenzialità e adatto all’invecchiamento, con un giusto equilibrio: un vino che rappresenta in modo perfetto il territorio. Un giudizio che non poteva rendere migliore il cinquantesimo della Doc, che cade proprio quest’anno. In degustazione erano presenti anche la Riserva 2010 e il Rosso di Montalcino 2014.

«Quest’anno i produttori si presentano al Benvenuto Brunello forti di un successo, quello dell’anno 2010, che è stato tra i migliori di sempre – ha dichiara Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio – Le cantine sono state letteralmente svuotate e le annate 2010, 2009 e quelle precedenti sono andate a ruba. Questo ha dato nuovo impulso alle aziende e rinnovato la fiducia in un sistema che ormai si è consolidato su uno standard di eccellenza. La performance sui mercati dell’ultimo anno ce lo conferma; basti pensare che solo a dicembre 2015 l’imbottigliato ha registrato un +20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che già fu molto positivo».

I produttori di questo vino simbolo hanno tutte le ragioni di essere soddisfatti: la vendemmia 2015 ha attenuto le cinque stelle, il massimo che si può avere. Già in fase di raccolta si aveva avuto la sensazione che fosse interessante, visto che le uve si presentavano sane. Dopo le analisi svolte sui mosti la commissione di esperti, composta da Carlo Ferrini, Paolo Caciorgna e Vittorio Fiore, ha giudicato il 2015 come un’annata eccezionale.

«Abbiamo raccolto delle uve sanissime – ha commentato Ferrini –  I mosti si presentavano ricchi di colore e con un grande equilibrio. Il risultato finale è nettamente al di sopra delle aspettative».

«Già i campioni provenienti da tutti i territori di Montalcino – ha spiegato Caciorgna – che abbiamo assaggiato in anteprima per giudicare l’annata, hanno espresso un grande potenziale con vini dalla buona struttura e dall’ottimo equilibrio aromatico e polifenolico, ideali per un lungo invecchiamento».

«Posso vantare oltre 50 vendemmie nella mia carriera, di cui almeno 40 svolte a Montalcino – ha concluso Fiore – e non ho ricordi di annate così equilibrate, capaci di dare vini da lungo invecchiamento come il Brunello».

Ora non resta che aspettare che la natura faccia il suo corso e il vino si affini. L’appuntamento è tra 5 anni per scoprire se le promesse sono state mantenute.