Quest’estate Boizel, maison amata da Hitchcock, e distribuita da Feudi di San Gregorio, girerà in Italia sull’«Acciuga in viaggio», con le sue bollicine

Alfred Hitchcock ne era un grande estimatore, tanto che in molte scene dei suoi film vi compare. Ma oggi il suo nome, secolare, appassiona grandi chef e il mondo gourmet. Parliamo di Boizel, maison fondata a Épernay nel 1834, nella regione dello Champagne-Ardenne, dove possiede 7 ettari di vigneti, principalmente Grand e Premier Cru (impossibile nominare premi e riconoscimenti, da Wine Spectator a Decanter world wine awards). In carta lo si può trovare nei ristoranti di Francesco Bottura, Enrico Crippa, Massimiliano Alajmo, Pietro Leeman. Ma sbaglierebbe chi pensasse a un prodotto che vuole rimanere d’élite. Grazie alla partnership con Feudi di San Gregorio, distributore esclusivo, quest’estate un curioso food truck, «Acciuga in viaggio», girerà per varie località di mare e di lago per farlo conoscere.

Ultime è l'ultima proposta uscita sul mercato: un Extra Brut che matura sui lieviti fino a otto anni

«Lo porteremo in Costiera Amalfitana, a Ponza, Forte dei Marmi, Trani, faremo anche un paio di tappe sul Garda a partire da metà luglio – spiega Federico Graziani brand ambassador di Feudi di San Gregorio – Il truck si chiama Acciuga in viaggio. Un’idea di un ristoratore di Ravenna che ha un locale che si chiama l’Acciuga. E che si è inventato questo format allestendo una roulotte anni Sessanta come una scatola di acciughe. Quest’inverno abbiamo già girato con questo food truck: un tour delle Dolomiti, Cortina, Selva di Val Gardena, Corvara in Badia, e anche a Trieste, portando la roulotte a oltre duemila metri con un elicottero».

Il tour estivo sarà anche l’occasione per degustare Ultime Extra Brut, da poco messo sul mercato dalla maison. Finezza ed eleganza caratterizzano questo pregiato champagne (50% Pinot Nero, 37% Chardonnay, 13% Pinot Meunier), una sorta di marchio di fabbrica. Il bouquet aromatico sprigiona aromi di pesche, fiori bianchi e mandorle tostate, unite a note caramellate. Si degusta come grande aperitivo e accompagna piatti d’autore. Lo chef Paolo Barrale del ristorante stellato Marennà, ubicato sopra la cantina di Feudi di San Gregorio, che ne ha la proprietà, lo propone in abbinamento al suo risotto, carciofi, menta e ventresca di tonno affumicata.

«L’Ultime è un millesimato – spiega Federico Graziani che viene dal mondo della sommellerie  e ha lavorato dieci anni da Aimo e Nadia – anche se non è classificato tale. Fa dai sei agli otto anni sui lieviti. Il 95 per cento di base proviene dall’annata 2008, la più importante degli ultimi vent’anni. E si sente. È uscito da pochi mesi e ci ha sorpresi, ha una marcia in più. Si degusta come aperitivo importante – continua – qualcosa di abbastanza sostenuto: frutti di mare crudi, sashimi o sushi, tonno. Piatti dove c’è una componente umami. Sta comunque bene a tutto pasto, carni bianche, non avendo zuccheri residui (meno di 6 g/l, ndr). Il costo è circa di 60-65 euro in enoteca. Per la qualità e il lavoro che c’è dietro, li vale tutti».

«Da un punto di vista emozionale – precisa –Graziani – si caratterizza per la grande eleganza, il piacere di bere. Mi danno fastidio i vini che non si riescono a bere. Quando vedevo che due persone non riuscivano a finire una bottiglia di vino a cena, capivo che c’era un problema. Con Boizel è l’opposto. Vale la regola dei sette minuti: una bottiglia di Boizel, due persone e un salame, in sette minuti deve essere finito tutto. Chi beve champagne, lo ama per la sue leggerezza – aggiunge – non deve impegnare troppo il palato. Oggi ci sono esercizi di stile, ossidazioni, maturazioni particolari in legno, Boizel vinifica in acciaio il 95 per cento dei suoi champagne. Questa vinificazione e le prime spremiture, quelle che vengono chiamate cuvée, donano un’eleganza molto bella».

Feudi di San Gregorio organizza anche serate in collaborazioni con enoteche per fare conoscere Boizel (tra le prossime tappe, Roma e Taormina: sulla pagina Facebok si possono avere informazioni del programma). Il prodotto viene distribuito in tutta Italia, grazie a una rete commerciale molto capillare, in ristoranti ed enoteche.

L’azienda di Sorbo Serpico, in provincia di Avellino,  produce circa 4 milioni di bottiglie l’anno. I suoi vini di punta sono Taurasi, Greco di Tufo, Fiano e Falanghina. Negli ultimi anni ha attuato una politica di acquisizione di altri marchi in altre zone d’Italia: Basilisco, nel Vulture; in Puglia, con un’azienda a marchio biodinamico, Cefalicchio; è stata poi la prima azienda del Sud a investire nella zona di Bolgheri.

«Con Boizel – sottolinea Graziani – abbiamo trovato qualcosa che fosse a nostra dimensione e vicino alla filosofia di Feudi: grande eleganze, famiglia con grande storia alle spalle. Abbiamo fatto una decina di degustazioni alla cieca, aziende che ci erano piaciute. Le abbiamo pure visitate. Ma questa ci è rimasta nel cuore. È una piccola maison, produce 500mila bottiglie: non sono numeri grandi, non appartiene ai grandi marchi del lusso. Ha ancora proprietà familiare. Ma nei bicchieri c’è la conferma: trovi la purezza».